Shell EcoMaraton: la nostra visita al team del Politecnico di Torino

Il Politecnico di Torino partecipa alla 29° Shell EcoMaraton con due vetture: quella iscritta alla categoria prototipi si chiama IDRApegasus, mentre lo Urbanconcept è denominato XAM.

Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013

Nella pancia del Politecnico di Torino alcuni studenti lavorano all’automobile del futuro. Sono circa 60, il reclutamento è su base volontaria e non lavorano solo a progetti visionari ed idealisti, ma studiano con attenzione il tema della mobilità alternativa. E’ quindi sbagliato ritenere che questi giovani ingegneri lavorino ‘nell’ombra’, come dei moderni carbonari. Dal carbone loro fuggono, ne stanno lontani, cercano di rendere più vicine ed immediate soluzioni che finora pensavamo fossero riservate al futuro. Il futuro, già. Per loro il futuro è oggi, come per tutti gli oltre 200 team iscritti alla 29° Shell EcoMaraton, annuale maratona dedicata a prototipi dall`alimentazione alternativa: partecipano infatti veicoli alimentati da carburante convenzionale (benzina, diesel, etanolo, FAME e GTL) e da carburante alternativo, ossia idrogeno e batterie elettriche.

Per valutare il respiro della manifestazione è sufficiente citare il record assoluto di percorrenza: nel 2009 i francesi del Joliverie Project Microjoule percorsero 3.688 chilometri utilizzando l’equivalente energetico di un litro di carburante, valore ottenuto da rilevazioni al termine di un percorso lungo 16.3 chilometri e percorso alla velocità media di 25 km/h. Francesi sono anche i favoriti dell`edizione 2013, in corso di svolgimento a Rotterdam. Gli studenti del PoliTO sono iscritti ad entrambe le categorie con i prototipi IDRApegasus e XAM. IDRApegasus appartiene ai prototipi, vetture dall`impostazione futuristica – non c’è nessun limite alla fantasia – e prive di vincoli strutturali; devono ‘solo’ percorrere i 16.3 chilometri del tracciato cittadino nel tempo massimo di 39 minuti ed alla velocità media di 25 km/h.

La XAM è invece iscritta come UrbanConcept. Queste ultime sono invece automobili di matrice classica, più concrete e funzionali, soggette a capitolati di natura tecnica e quindi strutturate per ricordare una quattro ruote tradizionale: ciascun pilota deve infatti compiere una breve sosta al termine di ogni giro, con l’obiettivo di simulare il quotidiano start&stop; anche per loro vale la regola dei 10 giri e dei 25 km/h. Ogni team dispone di quattro round, il migliore dei quali costituisce il valore di riferimento valido per la classifica generale e di categoria. Il percorso è senza pendenze e prevede cinque curve ad angolo retto. Gli studenti del Politecnico di Torino partecipano - come detto - con due prototipi.

La IDRApegasus è una fra le automobili più affascinanti e suggestive presenti in gara. Il suo corpo vettura affusolato misura 2.900 mm, è alto appena 645 mm, ha carreggiate di 520 mm e pesa 33 chili. La trasmissione è ad ingranaggio diretto ed il sistema di sterzo prevede un cinematismo sulla ruota posteriore, mentre la carrozzeria è autoportante in fibra di carbonio. Il sistema frenante è composto da freni a disco con circuiti separati fra anteriore e posteriore, mentre la propulsione è affidata ad un impianto fuel cell ad idrogeno abbinato ad un motore elettrico. La bombola contiene idrogeno ad una pressione di 200 bar.

XAM rappresenta invece l’acronimo di eXtreme Automotive Mobility e viene descritto quale ‘veicolo estremo’ munito di ‘soluzioni al limite tra quelle ottimali per la partecipazione alla Shell EcoMaraton e quelle medie richieste da una vettura tipica dello scenario urbano contemporaneo’. Per questa ragione le soluzioni tecniche adottate sono più convenzionali. Il corpo vettura resta estremamente compatto e misura 2.880 mm in lunghezza, 1.280 mm in altezza ed 1.300 mm nella carreggiata, la massa resta contenuta in 193 chili e la carrozzeria è realizzata in fibra di carbonio e resina epossidica. L’impianto frenante è idraulico, il telaio è elettrosaldato in alluminio ed il gruppo motopropulsore è composto da un sistema ibrido parallelo, concepito per mezzo di un motore elettrico e di un motore termico ad inizio indiretta.

Questi due progetti non resteranno ovviamente fine a se stessi. Elementi del progetto XAM sono infatti confluiti nella XAM 2.0, automobile che gli studenti del Politecnico di Torino sperano di rendere appetibile per la grande produzione, tanto da aver già strizzato l’occhio a FIAT e General Motors. La XAM 2.0 è un quadriciclo pesante – eroga quindi di 15 kW –, con piattaforma ibrida EREV e soluzioni tecniche decisamente valide: l’unità termica è infatti un Wankel da 170 cc, alimentato ad etanolo E85 ed abbinato ad un motore elettrico. Il pacco batterie è ai polimeri di litio ed ha capacità di 6.8 kW, pesa 60 chili ed è collocato dietro gli unici due sedili previsti. L’auto pesa 410 chili (600 chili a pieno carico) e raggiunge la velocità massima di 80 km/h, per un’accelerazione 0-50 km/h in 5 secondi. Percorre 70 chilometri in modalità EV e 600 chilometri grazie al contributo del Range Extender, emettendo 27 g/km di CO2. Il pacco batterie può essere ricaricato in 6 ore.

Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
Il Politecnico di Torino alla Shell EcoMaraton 2013
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