Audi A6 3.0 T quattro: prime impressioni da Autocar

audi a6 paris 2008 restyling

Come vuole la tradizione Audi, i cambiamenti estetici in occasione del facelift di un modello sono proprio pochi, e questa A6 restyling che vi racconteremo fra qualche giorno dal Salone di Parigi non fa certo eccezione. Meglio concentrarsi dunque sui contenuti tecnici, che costituiscono le novità più interessanti.

Prima fra queste è l'arrivo di un nuovo 3.0 V6 sovralimentato con compressione volumetrica che già da solo basta a far dimenticare il disegno leggermente ritoccato delle prese d'aria anteriori o l'introduzione dei LED nei gruppi ottici posteriori, modifiche minime che a loro volta richiamano novità altrettanto impercettibili nell'abitacolo.

Il nuovo sei cilindri eroga 290 CV e 420 Nm di coppia da 2500 giri, valori che regalano alla A6 dotata di questo propulsore prestazioni uguali a quelle del 4.2 V8 aspirato da 350 CV: 5,9 s sullo 0-100 e 250 km/h di velocità massima. Ma che carattere ha questo "supercharged"?

Audi A6 my2009
Audi A6 my2009
Audi A6 my2009


E' certamente un'unità molto vivace e potente, anche se non fluida come si aspettavano i colleghi di Autocar i quali, nonostante un giudizio più che buono al comfort acustico, non hanno potuto trascurare qualche decibel di troppo proveniente dal compressore al di sopra dei 4000 giri. Senza macchia invece l'automatico a sei marce (optional) di cui era dotato l'esemplare in prova.

Allo stesso modo si è rivelato all'altezza il preciso comando dello sterzo, che da solo contribuisce a buona parte del piacere di guida regalato da questa A6 restyling, una berlina rivelatasi divertente e agile anche grazie alla ripartizione 40:60 della trazione integrale e ai limiti "alti" dell'ESP, che interviene solo quando si spinge davvero oltre i limiti.

Il neo forse più grosso dell'auto è stato il comfort sui fondi sconnessi: complici anche le ruote da 19", la A6 ha potuto proprio poco contro i fondi irregolari, e gli occupanti ne hanno risentito parecchio.

Al di là di difetti comunque accettabili, la sensazione è quella di un'auto dotata di tanta sostanza un po' mortificata da un look fin troppo dimesso. Non andatelo a dire a quelli di Ingolstadt però: lassù, dell'"understatement" ne hanno fatto un credo.

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