Volvo chiude la terza linea a Torslanda

Ecco la gamma Volvo DRIVe

I nuvoloni che si stagliano all'orizzonte di Volvo sembrano non volersene andare, lasciando anzi presagire che Stephen Odell, appena subentrato al timone della casa svedese all'uscente Frederik Arp, ha davanti a sè anni ancora più duri del previsto per completare il risanamento di Göteborg.

Come comunicato oggi dal quartier generale, Volvo è costretta ad una dolorosa manovra: chiudere la terza linea di assemblaggio dello stabilimento casalingo di Torslanda. Ufficialmente la chiamano "revisione dei piani produttivi".

La mossa consiste in pratica nello stop al turno di notte, ed era stata già programmata per gli ultimi giorni di dicembre, ma evidentemente una serie di fattori, -tra cui il perdurare delle difficoltà dei maggiori mercati mondiali-, ha convinto il management ad anticiparla ad inizio ottobre.

Se i mercati europeo ed americano fanno piangere lacrime amare, anche i mercati emergenti non regalano sorrisi del tutto sereni, dato che le percentuali di crescita ultimamente hanno mostrato un iniziale trend calante.

L'azienda fa sapere che una riduzione dei volumi produttivi è necessaria per evitare l'accumularsi di grossi stock di invenduto nei magazzini, e che molto probabilmente questa manovra non sarà l'ultima del genere, dato che l'inversione di rotta tarda ad arrivare.

Il che, purtroppo, si tradurrà in un ennesimo colpo di scure sulle teste degli operai: durante il 2009, verranno mandati a casa altri 900 dipendenti, dopo il grosso licenziamento (2000 persone) di fine giugno. E non è neanche detto che la razionalizzazione delle risorse umane si fermi qui.

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