VW Golf 2.0 TDI: primo assaggio per Autocar

Volkswagen Golf mk VI

"Probabilmente è la prima volta che una Golf non è nettamente diversa dalla precedente". Così esordisce Autocar, che pubblica le prime impressioni di guida della nuova due volumi di Wolfsburg, non nascondendo il fatto che il pianale sia rimasto lo stesso e che i propulsori siano in larga parte degli "upgrades" di unità già esistenti.

Questa (eccessiva?) continuità è rispecchiata del resto dallo stile voluto da Walter De' Silva e Klaus Bischoff, che sì, a parole hanno rievocato la Golf I e la Golf IV, ma che nei fatti hanno guardato più alla quinta serie e al SUV Touareg. Al di là della nervatura lungo la fiancata, poco è mutato nella forma rispetto al modello attuale. Critiche pesanti, e forse, anche meritate.

I colleghi inglesi hanno da ridire anche sull'abitacolo per gli stessi motivi, tanto che alla fine arrivano ad affibbiare cinicamente alla nuova Golf il nomignolo di Golf "5.1", non essendo degna di essere considerata un modello nuovo a tutti gli effetti. Hanno calcato un po' troppo la mano? Chissà. Prima di Parigi non vi diamo la nostra opinione.

Volkswagen Golf mk VI
Volkswagen Golf mk VI
Volkswagen Golf mk VI

Sta di fatto che la nuova Golf è nata verosimilmente con uno scopo diverso da quello di creare stupore per le sue linee innovative, tant'è che VW ripete ossessivamente un solo vocabolo-chiave, che ben sintetizza le linee guida del progetto: "qualità".

Sulle dissestate strade dell'Islanda, non una vibrazione, non un rumore è passato dagli pneumatici all'abitacolo dell'auto: i redattori di Autocar sono rimasti stupiti dalla sua atmosfera ovattata e silenziosissima, ottenuta anche con un eccellente lavoro di insonorizzazione del 2.0 TDI. Il risultato è che sembra di guidare un'auto di categoria superiore. Ma questo bel medaglione d'oro al comfort acustico ha un suo rovescio.

La Golf VI non trasmette alcuna emozione al volante. Gli aggettivi usati per descriverla dicono tutto: piatta, stabile, compassata. Lo sterzo -preciso e molto ben calibrato- non riesce da solo ad aggiungere brio a quest'auto, trasformatasi dalla "frizzante hatchback" di un tempo in una "piccola ammiraglia". L'acuto e vividissimo articolo di Autocar su quella che viene definita "l'auto con la miglior qualità percepita nel segmento C" si chiude con un neologismo che dice più di mille parole: "Phaetonizzazione".

Cari GTI-addicted, get on your knees and pray...

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