Formula Guida: emozioni a Franciacorta

Formula Guida - Franciacorta

Provare, anche solo per pochi minuti, l'emozione di essere un vero pilota è qualcosa che tutti gli appassionati dovrebbero fare, prima o poi. Indossare una tuta, un casco, i guanti e calarsi nell'abitacolo di una vera auto da competizione a ruote scoperte ti fanno entrare in una dimensione nuova, inebriante, per certi versi anche un po' spaventosa. Seduto a pochi centrimetri da terra, le ruote anteriori davanti a te, un piccolissimo volante che ti obbliga a posizionare le mani nell'unico spazio disponibile, 3 piccoli pedali nascosti da qualche parte nel muso ed una piccola leva sulla destra per il cambio. Ci sei solo tu, il rumore, la pista ed il vento.

Formula Guida - Franciacorta
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Formula Guida - Franciacorta
Formula Guida - Franciacorta
Formula Guida - Franciacorta

E' iniziata così la mia prima esperienza su una formula, più precisamente una Formula Gloria messa disposizione sul circuito di Franciacorta (BS) all'interno della manifestazione Formula Guida. Un evento di breve durata, limitato a 10 giri, ma sufficiente per dare un'idea piuttosto precisa di cosa si provi a diventare pilota per pochi minuti. La vettura, circa 400kg di peso, è dotata di un motore motociclistico Yamaha 1000 da 145Cv e relativo cambio sequenziale. Nonostante l'economicità del progetto gli elementi sono quelli classici di ogni formula: sospensioni push-rod, freni privi di servofreno, alettone anteriore e posteriore.

Chi è salito su un kart sa che i propri giudizi in tema di precisione di guida, rigidità e senso della velocità vengono stravolti, facendo risultare le auto stradali decisamente "comodose". Provando una vettura come questa, di fatto una delle più piccole e semplici disponibili, tutto questo viene amplificato. Lo sterzo direttissimo richiede correzioni millimetriche, l'assetto rigido sembra impossibile da scomporre, il motore spinge con una rabbia incredibile e le cambiate, fulminee, permettono di viaggiare nel range ottimale di giri, proprio come su una moto sportiva.

E' difficile abituarsi al livello di tenuta laterale, sopratutto con pochi giri a disposizione e fino a quando l'istruttore ci precede abbiamo tempo per prendere confidenza con i comandi. L'abitacolo è talmente piccolo da non consentire movimenti, sono legato dalle cinture e percepisco ogni vibrazione, ogni più piccola asperità. La pista, breve e non troppo larga, assume un aspetto inedito vista da un punto di vista così basso e le gomme Avon slick vanno proprio dove il tuo pensiero vuole metterle, appena si riesce a trovare il feeling con il piccolissimo volante scamosciato.

Una volta avuto il il consenso dell'istruttore, inizia la serie di 5 giri in libertà, dove cerco di aumentare il ritmo, sempre evitando ogni rischio e sopratutto ogni costosissimo danno alla vettura. Inebriato dalla spinta del 4 cilindri inserisco tutte le marce sulle dirittura, ma quando è ora di staccare per la doppia destra i freni sono fin troppo potenti. Al prossimo giro posso staccare più tardi, mi dico, ma non riuscirò mai a trovare il vero limite, tanta è l'aderenza e la potenza in frenata a cui non sono abituato.

Nelle due esse che seguono basta pennellare la traiettoria, con quel bisturi che c'è al posto dello sterzo, mentre l'apertura del gas condiziona leggermente il posteriore, che rimane ben stabile. Tra una esse e l'altra ho tempo di inserire 2 marce e godermi l'urlo del motore, poi arriva il tratto più difficile. Una destra in accelerazione, una sconnessione che sulla formula si fa sentire e poi 2 curve molto lente. Qui devo controllarmi, aprire troppo presto il gas potrebbe farmi girare facilmente a causa dell'erogazione brusca del motore, inoltre già in rilascio sento il posteriore scivolare leggermente. Non posso toccare i cordoli, come da accordi, quindi aspetto con ansia la dirittura d'arrivo per un altro giro in giostra, infilando in sequenza tutti i rapporti al massimo dei giri.

La bandiera a scacchi arriva maledettamente presto e nel giro di raffreddamento mi guardo intorno, per memorizzare queste emozioni e stamparmele in testa in maniera indelebile. Mi rendo conto che anche un mezzo "entry level" come questo concede sensazioni grandiose, torno alla memoria alle auto che ho provato in pista e su strada e dovrei scomodare qualcosa di molto costoso per riassaporare momenti di guida così intensi. Avrei tanta voglia di trovare il limite dell'auto, temendo forse di trovare prima il mio...

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