Caro benzina: in Italia Robin Hood perde i propri valori

Caro benzina

Toglie ai ricchi per restituire agli stessi. Logico no?. Eppure stiamo parlando di Robin Hood, il paladino dei più deboli, l’eroe della foresta di Sherwood. Varcata la Manica, attraversate le Alpi, il nostro eroe si trasforma in maschera di sé stesso, corruttibile e immorale. Ferderconsumatori, pertanto, propone di bandirlo insieme ai suoi ideali di redistribuzione. Non vi è stata nemmeno l’ombra di un calo dei prezzi: anzi, la benzina è addirittura rincarata.

Sì, la benzina: stavamo parlando proprio di lei. E delle sue anomalie, inconcepibili per noi automobilisti, tanto care a chi opera nella filiera. Con il petrolio ormai vicino a quota 100 dollari, – spiega l’associazione – sarebbe auspicata una riduzione dei carburanti al di sotto dell’1,40 Euro al litro. E invece, come nella classica commedia napoletana, la beffa non ha tardato a manifestarsi.

I recenti aumenti di sette-otto centesimi al litro – prosegue Federconsumatori – “bastano per fare il pieno non di carburante, ma di guadagno da parte di chi opera nella filiera”. Le compagnie petrolifere, grazie all’introduzione della Robin Hood Tax, incassano “soli” 315 milioni di Euro al mese.


Come consuetudine, in seguito a questi “ambigui movimenti” il consumatore vedrà il proprio portafoglio più “leggero” di circa 85 Euro all’anno. Federconsumatori, pertanto, propone “di liberalizzare il settore, con una decisa apertura alla grande distribuzione; blocco, riduzione e restituzione del carico fiscale sui carburanti; sospensione della Robin Hood Tax».
Via | La Stampa

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