Tata: i contadini in rivolta fermano la produzione

ratan tata C'è aria di crisi negli stabilimenti indiani della Tata. Una grande contestazione politica sta mettendo i bastoni tra le ruote del più grande progetto del costruttore indiano, la piccola Nano. Lo stabilimento di Singur è stato presidiato per ore da un partito che rappresenta i contadini della zona, decisi a non cedere i 162 ettari di terreno destinati all'ampliamento della fabbrica. Il governo del West Bengal non è riuscito a trovare un accordo, ma stavolta non potrà soffocare la rivolta con la violenza, come accaduto un anno fa.

Data la situazione la produzione è stata fermata, in attesa di ulteriori sviluppi e Tata ha già minacciato il governo locale di spostare tutta l'attività in un altro Stato, se non fosse possibile trovare una soluzione in tempi brevi. Del resto non allargare il sito produttivo significherebbe demandare all'esterno molte lavorazioni, allontanando quindi la possibilità di mantenere il prezzo della Nano entro le 100.000 Rupie, i famosi 1700 € di cui tanto si è parlato.

Foto della nuova Tata Nano
Foto della nuova Tata Nano
Foto della nuova Tata Nano

Via | Ilsole24ore (grazie a derek per la segnalazione)

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