Mercato Auto ad Aprile: -10,83%

Le immatricolazioni continuano a calare: dato non incoraggiante ma neppure catastrofico.

Meno 10,83%. E’ il nuovo aggiornamento sul mercato dell’auto di Aprile appena diramato dal ministero dei trasporti attraverso l’Unrae e l’Anfia, ovvero le associazioni di categoria.

Non si tratta di un dato incoraggiante ma neppure catastrofico anche se conferma l’andatura molto ridotta delle immatricolazioni dal momento che nulla è cambiato sul fronte dell’economia e soprattutto della fiducia dei consumatori indipendentemente dalle disponibilità economiche.

Come si ricorderà il miglior andamento di marzo con il solo 4,9% di flessione era dovuto al confronto con il marzo 2012 paralizzato dallo sciopero delle bisarche che impedirono consegne e immatricolazioni trasferite subito dopo proprio nel mese di aprile. Di conseguenza, il confronto di oggi è del tutto inverso rispetto a un aprile 2012 più alto del “normale”.

Per capire meglio la realtà del momento, dunque, non resta che confrontare la somma dei due mesi, marzo aprile 2012, pari a 269.121 immatricolazioni contro gli stessi due mesi di quest’anno che hanno totalizzato 20.800 consegne in meno nei due mesi con una flessione complessiva del 7,5%, molto meglio quindi dell’apparente -10,83% e del ritorno alla flessione a due cifre. Non c’è molto da festeggiare, naturalmente, se non cominciare a intravedere una certa stabilizzazione che potrebbe, il condizionale è di rigore, trasformarsi in qualcosa di più positivo se i segnali generali del nuovo governo lasciassero intravedere un qualche allentamento fiscale.

Il nostro -7,5% è naturalmente un calcolo puramente matematico non del tutto condiviso dagli operatori e meno che mai dalla Federauto, l’associazione dei concessionari, che ieri tuonava annunciando addirittura un -20%. Allarme comprensibile quanto sterile da parte della categoria più colpita dalla crisi, quella dei venditori, ma in ogni caso fuorviante. A migliorare la contabilità delle immatricolazioni c’è stato anche un giorno lavorativo in più mentre è sempre difficile individuare a caldo la quota delle chilometri zero.

Concreto è invece il sostegno delle flotte, soprattutto noleggi, un nuovo canale di spinta poiché questi ultimi possono fare da “filtro” con le sostituzioni del proprio parco nel giro di sei mesi o anche meno a buoni prezzi. Sono possibili interpretazioni a fronte di una situazione riflessiva delle vendite che potranno lentamente riprendere solo in caso di una più razionale distribuzione degli oneri sulla mobilità. Troppo presto per ipotizzare qualsiasi cosa mentre sul tavolo governativo è sotto osservazione la questione dell’Imu e non è pensabile che l’auto possa risalire rapidamente la lunga coda delle aree in sofferenza.

Detto questo, la marca Fiat ha “tenuto” sul filo del -9,9%, un punto meglio di Volkswagen a -10,8 mentre Ford è riuscita addirittura a guadagnare un buon +10,5% anche senza arrivare al solito record della Kia a quota +16,7% grazie ai sui volumi fisiologici nettamente più bassi. Ma sull’analisi più dettagliata rinviamo al prossimo post.

Claudio Nobis

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