Volvo: ridotti di un terzo i dealer statunitensi

È tutta una questione di percentuali (negative): le vendite calano del 14% in un mercato capace di catalizzare il 23% delle vendite mondiali. Di conseguenza, i dealer ufficiali dovranno ridursi del 30% per tamponare l’emorragia. Come intuibile, la situazione di Volvo in territorio statunitense è tutt’altro che rosea. I ripetuti tonfi di tutti i modelli


È tutta una questione di percentuali (negative): le vendite calano del 14% in un mercato capace di catalizzare il 23% delle vendite mondiali. Di conseguenza, i dealer ufficiali dovranno ridursi del 30% per tamponare l’emorragia. Come intuibile, la situazione di Volvo in territorio statunitense è tutt’altro che rosea.

I ripetuti tonfi di tutti i modelli in gamma – la S60 crolla del 28.1%, la XC90 del 5.6 e la V70 del 7.7 – si concretizzano in un giugno disastroso, con sole 7.001 immatricolazioni, ben il 14.1% in meno rispetto al 2007. La dirigenza avrebbe pertanto deciso di usare le cesoie non in Europa e nemmeno in Russia, dove il costruttore svedese viene ancora considerato premium, ma negli Stati Uniti: proprio nell’oasi verde.

Dopotutto, per ripianare il passivo 1.1 miliardi di Euro accumulato negli ultimi cinque anni bisognerà intraprendere azioni radicali. Sperando di non essere prima venduti.

Via | Autoblog.com

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