La “patente a punti” compie 5 anni: tempo di bilanci

La patente a punti,fortemente voluta dall’ex ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi, compie cinque anni. Tempo di bilanci quindi: quali sono stati i punti positivi e quelli negativi di questa piccola rivoluzione? Sicuramente di buono c’è che ha in parte responsabilizzato gli automobilisti, rendendoli un po’ più attenti e rispettosi del Codice stradale. Di meno convincente

La patente a punti,fortemente voluta dall’ex ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi, compie cinque anni. Tempo di bilanci quindi: quali sono stati i punti positivi e quelli negativi di questa piccola rivoluzione? Sicuramente di buono c’è che ha in parte responsabilizzato gli automobilisti, rendendoli un po’ più attenti e rispettosi del Codice stradale.

Di meno convincente c’è invece il meccanismo di “risarcimento” dei punti e dei bonus di 2 punti per chi non commette infrazioni o sinistri ogni 24 mesi. Infatti in questi primi 60 mesi di attività, gli automobilisti italiani hanno perso circa 40 milioni di punti (il dato non è ancora completamente definitivo) e ne hanno ricevuti più di 170 milioni tra riaccrediti di punti decurtati precedentemente e in bonus.

I dati però non tengono conto dell’ “uscita di sicurezza” prevista nel caso in cui la violazione non venga contestata immediatamente: infatti la multa arriva all’indirizzo di residenza del proprietario del veicolo col quale è stata commessa l’infrazione dando così l’opportunità al trasgressore che era al volante (che potrebbe essere o meno il proprietario del mezzo) di salvarsi pagando una sanzione aggiuntiva di 250 euro con la famosa formula di non dichiarare chi era alla guida. Ma bisogna anche far finta di non vedere la marea di vecchietti, zii e nonni patentati (ma magari senza auto) che hanno ceduto parte del punteggio o tutta la patente a nipoti o amici dal piede pesante. Per non parlare poi dell’ormai famoso “mercato nero” (anche on line!) della vendita dei punti.

Dal 30 giugno 2003 al primo semestre 2007 il totale dei punti decurtati ogni sei mesi è abbastanza stabile e, anzi, in leggera salita: sopra quota 4 milioni e, dal secondo semestre 2005, sempre sopra quota 4,4 milioni. Tuttavia c’è chi sostiene che Il metro di giudizio non può essere il numero dei punti sottratti, ma solo il suo reale effetto sulla effettiva riduzione di incidenti. Così se da una parte le statistiche dimostrano che l’andamento dei punti tolti viaggia costantemente a ritmi stabili di oltre 8 milioni l’anno, dall’altro si registrano anche dati più preoccupanti: se è vero che dal 2003 al 2006 gli incidenti sono diminuiti complessivamente del 10,3%, i morti del 18,8% (1.311 vittime in meno), mentre i feriti del 12%, va anche detto che le percentuali sono decrescenti sia nel 2005 che nel 2006, rispetto al 2003 e 2004. Non a caso nel 2006 la percentuale di diminuzione dei sinistri e feriti si è quasi azzerata, mentre quella dei morti si è dimezzata, passando da un meno 5% a meno 2,6%. Principalmente è questa la motivazione che fa pensare a molti che la patente a punti è partita benissimo per poi esaurire i suoi effetti.

Analizzando invece alcuni dati di questi 5 anni emerge che le infrazioni che hanno comportato la perdita di più punti sono state il superamento dei limiti di velocità di oltre 10 e non oltre 40 km/h (che fino al 2 agosto 2007 era punita con la perdita di due punti, aumentati a cinque dal 3 agosto scorso (3,4 milioni di multe per 7,4 milioni di punti) e il passaggio con semaforo rosso (6 milioni di punti), a dimostrazione del fatto che il grosso delle multe si fa utilizzando apparecchi per il rilevamento elettronico delle violazioni. Sono in lenta ma costante diminuzione le infrazioni commesse da persone nella fascia d’età 16-25 anni e in altrettanto lento ma costante aumento quelle commesse da persone con più di 55 anni (giovani più prudenti? Anziani in “affanno”? Oppure giovani che “scaricano” punti su genitori e nonni come sopra detto?).Smentito anche il classico detto “donne al volante, pericolo costante”: le donne commettono meno infrazioni e perdono meno punti degli uomini; ma sta aumentando l’indisciplina femminile: i punti sottratti alle donne rispetto al totale, infatti, sono passati dal 18% del 2003 al 23,6% del 2007. La “maglia nera” per punti decurtati provincia dove si perdono più punti resta Milano, oltre 750 mila nel 2006 (anno i cui dati sono da considerarsi pressoché definitivi), davanti a Roma, con quasi 630 mila, e Napoli, con circa 390 mila.

E per il 2007? Ci si aspetta un ulteriore miglioramento dei dati sugli incidenti. Ma stavolta la patente a punti non c’entra. I benefici dovrebbero arrivare infatti dalla legge 160 dell’ottobre scorso, che ha reso più severe le norme antialcol e ha posto il divieto di vendita alle due di notte per i locali pubblici, per non parlare poi del decreto legge 92 del 23 maggio scorso, quello che sancisce la confisca dell’auto e prevede sanzioni più severe per chi rifiuta l’esame con l’etilometro. Oltre che i maggiori controlli antialcol e antivelocità con il Tutor.

Via | Repubblica & Quattroruote

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