Chrysler nega le indiscrezioni sul ricorso al “Chapter 11”

L’industria automobilistica americana si trova in difficoltà apparentemente insormontabili e le Big Three sono alle prese con ostacoli cruciali: la più malandata delle tre, Chrysler, è stata recentemente al centro di alcune indiscrezioni che la volevano vicina alla richiesta di ricorso al famigerato Chapter 11, Title 11 del Codice delle leggi federali americane (che tutela

L’industria automobilistica americana si trova in difficoltà apparentemente insormontabili e le Big Three sono alle prese con ostacoli cruciali: la più malandata delle tre, Chrysler, è stata recentemente al centro di alcune indiscrezioni che la volevano vicina alla richiesta di ricorso al famigerato Chapter 11, Title 11 del Codice delle leggi federali americane (che tutela una società in difficoltà finanziarie dai suoi creditori), ma il management di Auburn Hills si è affrettato a chiarire: “la notizia è priva di fondamento: Chrysler dispone di molta liquidità”.

Sebbene abbia chiuso il 2007 con 9 miliardi di dollari in banca, il gruppo americano sta affrontando il tracollo delle vendite in USA (-23% a questo punto del 2008) ed ha dovuto usufruire di un prestito erogato proprio questa settimana dai vecchi partner di Daimler AG (per ragioni di spazio non ce ne siamo occupati) corrispondente a 1,5 miliardi di dollari, cui vanno aggiunti altri 500 milioni erogati dal fondo di private equity Cerberus.

Lodevole, in questa situazione lo spirito di Lee Iacocca, storico ex-presidente della casa nonchè suo traghettatore nei difficili anni ’80. Nel corso di un evento tenutosi vicino Detroit, come riportato da AutomotiveNews, il vecchio manager ha tentato di risollevare gli animi dei dipendenti. “Sopravviveremo. Non abbiate paura. Le cose si sistemeranno”.

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