Le batterie agli ioni di litio sono davvero efficaci come si credeva?

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L’evoluzione delle batterie agli ioni di litio sta al momento vivendo una fase di stallo. Lo hanno realizzato ormai in molti, troppi, tanto da portare l’agenzia di stampa Reuters a dedicare un lungo articolo per valutare i pregi ed i difetti di una tecnologia ancora acerba, meno affidabile di quanto potesse sembrare solo pochi mesi fa. L’episodio più clamoroso e rumoroso ha come vittima Boeing. Il suo 787 Dreamliner è infatti costretto ad un imbarazzante pit-stop, a causa di quelle batterie che avrebbero dovuto rappresentare un motivo di vanto: gli accumulatori possono infatti surriscaldarsi ed addirittura prendere fuoco (scenario, quest’ultimo, decisamente pessimistico).

Le case automobilistiche - le batterie agli ioni di litio vengono utilizzate nelle vetture ibride ed elettriche - sono dunque in fibrillazione. “I migliori tecnici stanno lavorando da ormai un decennio per rendere mature le batterie agli ioni di litio, eppure la tecnologia non evolve – ha spiegato Fred Schlachter, fisico del Lawrence Berkeley National Laboratory –. Cambiamenti tangibili verranno introdotti fra almeno un decennio”. Decine di personalità coinvolte nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di batterie agli ioni di litio hanno dunque raffreddato la propria posizione favorevole. Alcuni di questi starebbero addirittura valutando il ritorno a tecnologie considerate obsolete, convinti ormai che le aspettative fossero troppo elevate e le tempistiche troppo contenute.

General Motors, Tesla e la stessa Boeing hanno comunque garantito di poter realizzare batterie sicure ed affidabili, risolvendo così una problematica non di non secondo impatto. Sarà invece più complicato ridurre l’elemento di complessità. Basti sapere che le batterie della Chevrolet Volt sono realizzate con più elementi di quanti compongano l’intera automobile, fra cui 600 guarnizioni e componenti di raffreddamento. Toyota può così gongolare. “Non pensiamo che le batterie agli ioni di litio possano aiutarci nel ridurre i costi ed aumentare la diffusione” ha rivelato un portavoce, lasciando intendere come gli accumulatori al nichel-metallo rappresentino ancor oggi la soluzione più indicata.

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