Auto ad acqua: ma è realmente così "vicina"?

Genepax

Dopotutto, come riportano i colleghi di Ecoblog, se la tecnologia fosse così valida e matura per la commercializzazione perché non brevettarla? Sarebbe il primo vero salto di qualità dell’automobile, l’Uovo di Colombo per il rispetto ambientale: una soluzione definitiva per non compromettere ulteriormente la cagionevole salute del nostro malandato pianeta.

Il progetto sviluppato dalla Genepax mostra le proprie lacune fin dal processo di separazione degli atomi di idrogeno e ossigeno: nessun generatore, né interno né esterno. Nessuna fonte di alimentazione. Nessun cenno a come possa essere stoccato l’idrogeno rispettando le stringenti norme di sicurezza. Insomma, poca concretezza per un prodotto rivoluzionario.

La spiegazione riportata da Ecogeek fugherà ogni perplessità. Il principio dell’auto è piuttosto enigmatico: si scompone l’acqua in idrogeno e ossigeno per trasformare nuovamente questi due elementi nell’H20 fuoriuscita dal tubo di scappamento. Questo processo è possibile, ma si viene a creare un moto perpetuo il cui unico risultato è sprecare energia.

Via | Ecoblog (Grazie a Domenico per la segnalazione)

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