Chrysler: presto l'annuncio di un nuovo taglio della produzione

dodge durango

La contrazione del mercato statunitense sta mettendo in difficoltà quasi tutti i big dell'automotive: GM ha registrato sonore perdite nel primo trimestre, Ford ha visto proprio pochi giorni fa la fine di un'era con i brutti risultati commerciali del pick-up F-series e Toyota di certo non se la passa tanto bene se ha dovuto rivedere al ribasso i suoi target per il 2008.

Chrysler LLC, con la sua produzione pesantemente basata su pick-up e grossi SUV, non sarà certo immune dai venti di tempesta che soffiano sull'altra sponda dell'Atlantico, e nonostante la casa dichiari che "i tagli al lavoro e alla produzione operati a novembre saranno sufficienti", non c'è un dipendente o un analista disposto a dare credito a queste affermazioni.

Nell'ultimo mese le vendite del gruppo sono scese del 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e il clima che serpeggia tra i dipendenti è chiaramente di sfiducia: a loro avviso, le misure di novembre avranno una temuta coda entro breve, e le loro paure trovano conferma nelle parole di David Cole, noto analista intervistato dall'Associated Press. "A maggio il Dodge Durango ha perso il 44%, la Chrysler 300C il 31% e il Dodge Ram il 27%: con questi risultati i tagli sono assolutamente inevitabili".

La sorte (anzi, meglio: la miopia degli scorsi anni) si sta ritorcendo oggi sulle big three americane: GM martedì ha annunciato la chiusura di ben quattro stabilimenti dove nascevano grossi pick-up e fuoristrada, ha praticamente messo in vendita Hummer e ha dichiarato con un "mea culpa" un po' tardivo che d'ora in poi l'attenzione verrà spostata su modelli più piccoli. Se aggiungiamo che Ford entro fine settimana annuncerà il licenziamento di 2000 operai, ecco che il quadro di forte difficoltà dell'auto americana viene, ancora una volta, confermato. Quando finirà questa picchiata?

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