Germania: politica e consumatori contro le compagnie petrolifere

pompa benzina Dopo i massimi storici degli ultimi giorni di maggio, i più attenti avranno notato che da parecchi giorni i tg nazionali non aprono più con il solito, monotono mantra: "nuovo record per il petrolio...".

Effettivamente, sembra di essere di fronte ad un periodo di relativa quiete, che secondo gli esperti potrebbe durare ancora un po'. Nonostante ciò tuttavia, i prezzi alla pompa rimangono fermi su quotazioni improponibili, ed in questa situazione siamo in compagnia di tutti gli altri stati europei, Germania compresa.

I politici e gli automobilisti tedeschi, stanchi dell'indifferenza dei petrolieri, hanno iniziato a criticare pesantemente le loro politiche e a chiedere riduzioni dei listini, proprio in virtù del momentaneo deprezzamento del greggio sulle principali piazze mondiali.

Wolfgang Rose, presidente ACE (Auto Clubs Europa) ha fatto in un'intervista al quotidiano Bild, come si sia giunti ancora una volta al paradosso per cui quando i prezzi del petrolio salgono, i carburanti seguono a ruota, mentre, in caso di calo delle quotazioni del greggio, le stazioni di servizio mantengono i loro prezzi. "Cosa fanno le grandi multinazionali per garantire gli utenti?" si chiede Rose.

A fargli eco, le associazioni degli autotrasportatori, con in testa la BGL di Hermann Grewer, che parla di "prezzi tenuti artificialmente ai livelli attuali" e indica anche negli stessi distributori i responsabili della situazione.

Anche la politica, almeno a parole, si schiera dalla parte dell'anello debole di questa catena: Uwe Beckmeyer dell'SPD ha sostanzialmente ribadito in un suo recente intervento quanto le suddette associazioni sottolineano da tempo. Verrebbe da dire "mal comune, mezzo gaudio", ma in realtà c'è ben poco da godere.

Via | auto, motor und sport

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