Dieter Zetsche: “Dagli anni di DaimlerChrysler abbiamo imparato una dura lezione”

Non risparmia l’autocritica il “Dottor Z”, come hanno preso a chiamarlo i media del settore: Dieter Zetsche fa ammissione di colpe e delinea i limiti della vecchia alleanza con Chrysler, mostrando una lucidità davvero degna di menzione. L’alleanza nata nel ’98, nonostante abbia avuto dei lati positivi, complessivamente “non poteva raggiungere un’integrazione perfetta su scala

Non risparmia l’autocritica il “Dottor Z”, come hanno preso a chiamarlo i media del settore: Dieter Zetsche fa ammissione di colpe e delinea i limiti della vecchia alleanza con Chrysler, mostrando una lucidità davvero degna di menzione.

L’alleanza nata nel ’98, nonostante abbia avuto dei lati positivi, complessivamente “non poteva raggiungere un’integrazione perfetta su scala globale”, come ha dichiarato venerdì nel corso del suo intervento al simposio “Global Capitalism, Local Values”, tenutosi a San Gallo in Svizzera e riportato da Automotive News.

“Se l’accordo andava bene sulla carta, la realtà si è dimostrata completamente diversa. L’immagine dei due brands era agli antipodi, come le preferenze dei clienti e tutta una serie di altri fattori erroneamente sottovalutati”. Viva la sincerità.

Zetsche ha continuato analizzando la differente percezione che c’è tra Mercedes e Chrysler soprattutto al di fuori del Nord America, nonchè altri aspetti di varia natura: “Abbiamo quantomeno sovrastimato le potenzialità commerciali dell’applicazione di tecnologie Mercedes su auto del gruppo americano, una mossa che non ha dato i risultati sperati. I loro clienti badano molto di più al prezzo finale del prodotto di quanto non facciano quelli di un premium brand”. Traduzione? Abbiamo capito la lezione.

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