Bmw: Oltre l'Efficient Dynamic


Che BMW sia una casa fra le più attente a far quadrare il difficile cerchio della piacevolezza dinamica delle sue vetture con l’efficienza nei consumi è risaputo. Ormai praticamente tutta la sua gamma è dotata delle varie tecnologie Efficient Dynamics per la riduzione del consumo, ma a Monaco non basta.

Fra un lancio di SUV, l’uscita di una nuova sportiva e l’ingresso in una nuova nicchia, non se n’era più parlato di quello che c’è “oltre” l’Efficient Dynamic, e tutto pareva caduto nel dimenticatoio delle buone intenzioni, ma BMW sta continuando a credere e investire nei vari modi per riciclare il calore prodotto dal motore e dai gas di scarico.

Una di queste tecnologie è il Turbosteamer , di cui si era già parlato qualche anno fa e che si basa sullo stesso principio del motore a vapore, generando il vapore in due circuiti che poi servono a far funzionare un motore. Il principale fornitore di energia è il circuito ad alte temperature che utilizza il calore dei gas di scarico proveniente dal motore a combustione attraverso scambiatori di calore come fonte di energia. Ciò serve a riciclare più dell’80 percento dell’energia calore dei gas di scarico che poi torna nel ciclo del vapore. Successivamente, il vapore torna direttamente in una macchina ad espansione collegata all’albero motore.

Questa potenza supplementare permette un significativo risparmio del 15% di carburante a fronte di medesime prestazioni o, per dirla in un modo più caro ai Bimmer più attenti al Piacere di Guida, consente di avere più prestazioni consumando più o meno la stessa quantità di carburante.

Un’altra opzione molto promettente e già implementata su una Serie 5 sperimentale che consuma il 5% in meno della corrispondente versione normale, è costituita dalla conversione diretta del calore in energia elettrica. In questo caso, gli ingegneri del BMW Group utilizzano una tecnologia che la NASA, l’ente spaziale americano, sta usando da circa quattro decenni per produrre energia elettrica nelle sonde spaziali. L’effetto fisico applicato in questo processo di produzione di energia termoelettrica è che elementi semiconduttori termoelettrici generano il voltaggio elettrico sotto un gradiente termico (effetto Seebeck).

Con l’efficienza di tali generatori termoelettrici di appena pochi punti percentuale fino ad un paio di anni fa, questa tecnologia non era idonea per l’automobile. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati fatti progressi significativi nella ricerca dei materiali, che hanno aumentato sostanzialmente le prestazioni e le qualità di tali moduli. Per disporre di un tale flusso di calore, un generatore termoelettrico viene integrato nel collettore di scarico, con i tubi regolati nella loro sezione trasversale in modo da non incidere sulle caratteristiche tipiche del motore a combustione.

Insomma, tanta carne al fuoco e tante idee per il prossimo decennio per poter fornire ai suoi appassionati clienti auto sempre all'altezza della fama che sta nella "M" del Marchio bavarese.

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