California: incontro tra i costruttori e Schwarzenegger sulle leggi anti-inquinamento

arnold schwarzenegger Dici "leggi anti-inquinamento" e pensi alla California. Il Golden State ha un approccio molto chiaro al problema dell'inquinamento automobilistico, fronteggiato con dei limiti ferrei alle emissioni che presto potrebbero fare scuola per altri 17 stati federati. Ed è proprio questa prospettiva che preoccupa l'Alliance of Automobile Manufacturers.

I 18 stati in questione costituiscono oltre la metà del mercato automobilistico americano e risulta chiaro che un loro allineamento in tema legislativo comporterebbe un grandissimo spostamento nelle preferenze degli automobilisti USA ed un consequenziale salto dei costi produttivi per le case automobilistiche, "condannate" ad adeguarsi alle nuove norme.

Da qui nasce l'iniziativa che starebbe per prendere l'AAM: l'associazione (che rappresenta le Big Three, Toyota e altre grandi) potrebbe inviare dei portavoce presso Arnold Schwarzenegger, governatore della California, per fare presenti le gravi difficoltà in cui si troverebbe l'industria automobilistica nella paventata e temuta ipotesi di allineamento legislativo.

Secondo i costruttori le nuove norme potrebbero indebolirli a tal punto da costringere non solo a drastici tagli alla produzione, ma addirittura alla chiusura, per quanto riguarda i più deboli. L'AAM è convinta che il limite di 35 mpg (miglia per gallone) del 2020 sia già sufficiente a rallentare il global warming. La California invece, vuole alzare la posta: 40,5 mpg entro il 2016 la proposta che arriva dalle coste del Pacifico. "Irrealistico ed irrealizzabile" commentano i costruttori.

Questi ultimi, come riporta il Detroit News, sanno già che l'incontro con l'irremovibile governatore californiano non servirà a fargli cambiare idea: l'obiettivo, piuttosto, è quello di rendergli chiaro il costo salatissimo che a loro avviso pagheranno l'industria e l'economia americane.

Ma Schwarzenegger è convinto del contrario: "La California sta facendo e farà più di qualunque altro soggetto per le sorti dell'auto americana, costringendola a migliorarsi e a diventare più competitiva a livello mondiale." Insomma, Terminator dimostra ancora una volta di non essere "tutto-muscoli-e-niente-cervello" e lascia intendere che pure in questo film il finale lo vedrà molto probabilmente vincitore.

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