USA: i costruttori accolgono tiepidamente la proposta di tagliare le tasse sui carburanti

benzina Se da noi i prezzi di benzina e gasolio danzano tristemente intorno alla boa dei 1,45 euro al litro, in America non hanno certo di che star contenti, con il gallone di benzina sempre più vicino all'ennesima soglia psicologica, quella dei 4 dollari. E così, i carburanti diventano tema di campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali del 4 novembre.

Tanto John McCain sul versante repubblicano quanto Hillary Clinton su quello democratico propongono infatti l'abolizione di una federal tax, che incide per 18,4 centesimi di dollaro al gallone. A riguardo è già divisa l'opinione pubblica: da un lato, molti elettori sono attratti dalla prospettiva di risparmiare qualcosina sul pieno, ma dall'altro le case hanno fatto intendere una certa avversione all'eventuale misura, che "farebbe passare un messaggio confuso sulle politiche energetiche degli Stati Uniti".

"Bisogna mettersi d'accordo", dichiara Jim Press (Chrysler) al Detroit Free Press. Il punto è che così facendo, molta gente tornerebbe a cambiare le proprie preferenze automobilistiche, orientandosi di nuovo su auto più grandi e soprattutto assetate, dopo aver faticosamente costruito in molti anni una certa consapevolezza in merito alle tematiche ambientali.

"Non si è mai sentito che qualcuno ti dica: "Voglio che usi di meno questa cosa, ma intanto ne riduco il prezzo"" -ironizza Mike Jackson, CEO di AutoNation. Ancora più in là si spinge Bob Lutz (General Motors), che propone addirittura un ulteriore aggravio fiscale sui carburanti, sulla cui efficacia dissuasiva non ha dubbi, affermando che sarebbe stato molto più utile delle nuove norme anti-inquinamento CAFE.

Via | LeftLane

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