Tata: l'annuncio ufficiale e tutti i dettagli dell'acquisto di Jaguar e Land Rover

In un certo senso tra ieri e oggi si è conclusa un'era nel mondo dell'automobile, l'era della netta separazione tra costruttori occidentali e costruttori dei paesi emergenti, o anche, per dirla in altri termini, l'era che aveva fatto della subordinazione dei secondi ai primi un assioma incrollabile.

Solo il tempo saprà dirci se e come Tata sarà in grado di gestire i due delicatissimi giocattoli che ha appena comprato, ma una cosa è certa, comunque vada l'avventura in cui si è imbarcato Ratan Tata: se andassimo a raccontare ad uno storico di sessant'anni fa che una company indiana ha rilevato due storiche aziende automobilistiche della ex-madrepatria, ci riderebbe in faccia.

Fatta questa premessa, necessaria per inquadrare l'importanza dell'accordo, passiamo ad analizzarne il dettaglio: Tata Motors ha rilevato da Ford Motor Company i marchi, gli stabilimenti, i diritti riservati e tutte le proprietà intellettuali di Jaguar e Land Rover. Il corrispettivo elargito agli americani è stato di 2,3 miliardi di dollari. Da parte sua Detroit provvederà con 600 milioni di dollari al mantenimento dei contributi pensionistici destinati alla forza lavoro attualmente impiegata dalle due case.

I presidenti dei due gruppi automobilistici esprimono soddisfazione, anche se per motivi opposti: Mr. Tata, oltre al piacere di aver acquisito due brands così prestigiosi, sottolinea "l'enorme rispetto" nei loro confronti, ed evidenzia come obiettivo di Tata Motors sia la crescita delle neo-acquisite seppure nel rigido rispetto delle loro identità.

Da parte sua Alan Mulally parla di Jaguar e Land Rover come di "due marchi terribili che continueranno a dare grattacapi anche sotto il nuovo management" ed afferma che obiettivo di Ford sarà ottimizzare e razionalizzare le attuali strategie globali, con lo scopo di tornare finalmente a crescere.

Ford continuerà per i prossimi cinque anni a fornire motori (conservata dunque l'attuale produzione di Dagenham e Bridgend), pianali e componentistica seppure con scadenze leggermente diverse per i due marchi. Sempre gli americani cureranno per un certo periodo, esteso probabilmente all'estinzione commerciale dell'attuale line-up, i compiti di ricerca e sviluppo, e forniranno altri servizi di varia natura. Ford assicurerà infine il supporto finanziario ai concessionari e l'assistenza ai clienti per un periodo che varierà di mercato in mercato ma che non supererà in nessun caso i 12 mesi.

Nulla cambierà per i 16.000 dipendenti, anche grazie al continuo coinvolgimento dei sindacati e del governo britannici, sempre informati sugli sviluppi degli accordi. Niente spostamento della produzione in India dunque per Jaguar e Land Rover, controllate da Ford rispettivamente dal 1989 e dal 2000. Dopo il passaggio di consegne, Ford non manterrà nessuna partecipazione azionaria nei due marchi, cosa che aveva invece fatto con Aston Martin (di cui possiede il 15%) al momento della vendita alla Dar Prodrive.

  • shares
  • Mail
55 commenti Aggiorna
Ordina: