Opel Insignia: finisce l'era della Vectra

Opel Insignia

E' scoccata l'ultima ora per le forme -diciamolo- un po' anonime della Opel Vectra: il nuovo corso stilistico intrapreso a Rüsselsheim prende piede nella gamma ed informa anche la nuova segmento D di Opel: arriva la Insignia.

La prima mondiale per l'erede della Vectra sarà in luglio, quando al Salone di Londra verranno tolti gli ultimi veli che celano le linee radicalmente nuove dell'auto. Per le vendite della berlina bisognerà aspettare il prossimo settembre, mentre la commercializzazione della familiare inizierà nel mese di dicembre.

Come abbiamo detto ci sarà da aspettarsi una rivoluzione stilistica rispetto alla rigidità formale della Vectra: come è avvenuto sulla recente Mondeo gli stilemi saranno molto più ispirati e dinamici, soprattutto nella coda e nei passaruota, finalmente muscolosi.

Insomma: in un mercato evoluto come quello europeo, in cui l'automobile è diventata un mezzo di comunicazione della propria personalità e delle inclinazioni individuali, gli utenti delle classiche berline medie sono stanchi di proposte anonime, grigie e semplicemente razionali, e si orientano sempre più verso prodotti che appaghino anche esteticamente. E le case si devono adeguare.

Questo problema ha riguardato soprattutto i grandi costruttori generalisti francesi e tedeschi. Renault, PSA, Ford e Opel hanno un po' sofferto negli ultimi anni questa evoluzione dei gusti del pubblico e sono dovute correre ai rimedi, proponendo mezzi con una loro personalità ben definita, che seppure talvolta si sono tradotti in risultati poco gradevoli, hanno dalla loro il pregio di poter essere identificabili immediatamente.

Tornando alla nuova Insignia, il venturo modello avrà dimensioni un po' più importanti della Vectra, essendo più lunga e più larga di qualche centimetro. La base tecnica sarà la piattforma Epsilon di GM, impiegata anche su modelli Saab e Saturn della stessa classe.

Opel ha quindi scelto di cambiare completamente strada rispetto alla Vectra, nel tentativo di aumentare la percentuale di share nel segmento D: la berlina attuale infatti si aggiudica in media il 3,6% delle preferenze sul mercato europeo, un risultato davvero poco soddisfacente. Staremo a vedere se il mercato risponderà in modo positivo a questa nuova generazione di berline.

Via | AutoBild

  • shares
  • Mail
61 commenti Aggiorna
Ordina: