Fiat chiede la cassaintegrazione straordinaria per lo stabilimento di Melfi: Sindacati preoccupati; la replica di Marchionne

Fiat 500X: prime immagini della piccola SUV italiana

Alle perplessità espresse da Fiom-Cgil poche ore fa, arriva la pronta replica di Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat-Chrysler: "Si tratta di una richiesta standard, una procedura normale, che viene fatta per coprire i lavoratori impattati dall'installazione di nuove linee.L'obiettivo - ha aggiunto Marchionne - è fare rientrare tutti prima della data annunciata nella richiesta di Cigs. Quelle macchine vanno prodotte, non posso farle a casa mia. E poi io voglio venderle prima possibile...Una vettura partirà nel terzo trimestre del 2014 e l'altra nel quarto trimestre, sempre nel 2014". Marchionne assicura inoltre che non saranno chiusi altri impianti in Italia.

Lo stesso Lingotto, in un comunicato rilasciato poco fa, specifica che la cassaintegrazione straordinaria a Melfi è necessaria perché "per poter realizzare fisicamente gli investimenti per circa un miliardo di euro previsti per lo stabilimento Sata saranno necessari importanti interventi sui fabbricati e sugli impianti". Parole che tuttavia non hanno convito Maurizio Landini di Fiom: "Siamo di fronte a ridimensionamento occupazione
"Siamo di fronte a un ridimensionamento occupazionale con la testa sempre piu' spostata verso gli Stati Uniti. Siamo preoccupati perche' leggiamo i fatti. Monti a Melfi ha dato la benedizione alla riduzione della presenza della Fiat nel nostro Paese"
.

Più sereno la Cisl che, secondo il leader Raffaele Bonanni, "vigilerà" anche a Melfi perché la Fiat mantenga gli impegni presi con il sindacato sui nuovi investimenti. Grazie a noi la Fiat non chiuderà altri impianti in Italia. Ma i partiti politici e anche la Fiom farebbero meglio a non fare campagna elettorale utilizzando strumentalmente le vicende sindacali".

Fiat chiede la cassaintegrazione straordinaria

Per realizzare la ristrutturazione aziendale, Fiat chiede la cassaintegrazione straordinaria per lo stabilimento di Melfi: la fabbrica potrebbe chiudere dall’11 febbraio al 31 dicembre 2014. La notizia arriva da Fiom-Cgil, che esprime "forte preoccupazione perché ad oggi ancora non si conoscono i dettagli degli investimenti per lo stabilimento ed i tempi per la realizzazione del nuovo progetto" e chiede "alla Fiat e anche alle istituzioni regionali la massima trasparenza nella gestione della Cigs al fine di garantire la rotazione al lavoro di tutti i lavoratori, per impedire come avvenuto a Pomigliano discriminazioni e perdite salariali a danno dei lavoratori".

Qualche giorno fa lo stabilimento aveva ospitato il premier dimissionario Mario Monti ed i vertici del gruppo italo-americano, con Marchionne che aveva “benedetto” la candidatura di Monti alla guida del Paese. L’occasione è stata offerta dalla presentazione del progetto di produzione della nuova Fiat 500X ed un nuovo baby-SUV marchiato Jeep nello stabilimento lucano. Non a caso le linee produttive dei due modelli saranno attivate all’inizio del 2014 nell’ambito di un’operazione che costerà circa 1 miliardo di euro.

Una cifra che quindi non include le spese per salariare gli operai che rimarranno a casa. Domani intanto sarà un’altra giornata calda: è infatti previsto l'incontro tra Fiat e sindacati per definire i dettagli sul contratto specifico di primo livello; lo stesso che interessa 80 mila lavoratori del gruppo. La Fiat ha proposto un aumento mensile lordo di 40 euro, legato alle presenze, solo per il 2013; un’offerta giudicata insufficiente dalle firme sindacali.

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