Edmunds’ Inside Line prova la Lexus IS-F

Mercedes ha da poco rivelato la spaventevole C63 AMG, e BMW si sta preparando a stupire di nuovo con la versione berlina della sua M3: potevano stare a guardare alla Lexus? Certo che no se considerate che dalla nascita del marchio ad oggi, l’obiettivo dichiarato è sempre stato quello di “creare problemi” ai premium brands


Mercedes ha da poco rivelato la spaventevole C63 AMG, e BMW si sta preparando a stupire di nuovo con la versione berlina della sua M3: potevano stare a guardare alla Lexus? Certo che no se considerate che dalla nascita del marchio ad oggi, l’obiettivo dichiarato è sempre stato quello di “creare problemi” ai premium brands teutonici.

Ecco dunque la Lexus IS-F, berlina media al testosterone che avrà pane per i suoi denti contro le due tedesche. L’hanno provata i tester di Edmunds. La IS-F (questa lettera è stata adottata per riprendere l’originaria designazione interna alla Toyota che indicava il brand di lusso ancora non nato), tengono a sottolineare i giappo, è solo la capostipite di una nascitura divisione interna che -tanto per confermare quanto si diceva sull’inseguire i tedeschi- sarà a immagine e somiglianza di AMG o BMW Motorsport.

Ma lasciamo da parte per un momento lettere, sigle e questioni di “brand positioning” per entrare un po’ di più nello specifico. La IS-F è costruita intorno ad un 5.0 V8 che altri non è se non il 4.6 V8 della LS 460 sottoposto ad un aumento di cilindrata e ad altri interventi messi in atto in collaborazione con Yamaha (che ultimamente sta lavorando spesso con Toyota). Il risultato è una potenza massima di 416 CV a 6600 giri.

Lexus IS-F

Tra le caratteristiche qualificanti del propulsore vanno menzionate le trentadue valvole realizzate in titanio ed il radiatore olio raffreddato a liquido. C’è poi una speciale pompa nel carter dell’olio che garantisce il giusto apporto di lubrificante anche in condizione di forte G laterale o frontale (un po’ come avviene sulla recente Skyline GT-R).

Subito dopo i 3500 giri, quando si apre la seconda via dell’aspirazione, il motore cambia voce invadendo l’abitacolo con un devastante tono baritonale – decisamente otto cilindri. Peccato che non esca dagli scarichi ovali, che sono solo posticci. Venendo ai numeri lo 0-60 miglia viene coperto in soli 4,8 s, anche grazie al cambio automatico a otto rapporti profondamente rivisto per un impiego più sportivo, e lo 0-400 m in 13,2 s, con una velocità d’uscita di 175,4 km/h. Non male se consideriamo che BMW dichiara uno 0-60 mph da 4,9 s per l’M3 berlina, ma niente a che vedere con la C63, che si è rivelata una vera drag-racer facendo segnare un incredibile 4,4 s in prova.

La guida in circuito invece si rivela all’altezza della concorrenza tedesca: molto precisa nell’inserimento in curva, la Lexus si fa notare anche per la precisione con cui mantiene la traiettoria dettata dal pilota e per la sorprendente dolcezza sia del motore che della trasmissione automatica, che attenzione, non vuol dire “morbidezza” o “souplesse”. I freni sono ugualmente all’altezza del compito: prima di notare il minimo accenno di fading, i collaudatori dicono di essersi stancati a forza di inchiodate. Una prova empirica, ma efficace della resistenza dell’impianto Brembo (quattro dischi da 14″ autoventilati, pinze a sei pistoncini davanti e a due pistoncini dietro).

Lexus IS-F

Il sistema di controllo della stabilità può essere settato su tre diversi gradi, compreso quello che azzera tutti gli aiuti elettronici, ma in ogni caso svolge sempre il suo dovere con discrezione, senza essere mai brusco. Una nota dolente proviene dallo sterzo, precisissimo sì, ma dal feedback troppo “elettrico” rispetto ad altre berline sportive provate da Edmunds’.

La feature forse più soddisfacente dell’auto è proprio il cambio: se pensate all’automatico come ad una scelta da commendatore che se ne va a spasso sulla sua paciosa berlina, siete fuori strada: i tempi di cambiata di questo otto marce sono da ridersela. In modalità sequenziale si cambia marcia in 0.3 s contro gli 1.3 s della IS 350. L’unico aggettivo che viene in mente ai tester è “incredibile” e l’unico paragone calzante è la 599 GTB Fiorano. Ciliegina sulla torta è però la soddisfazione di andarsene a spasso in città in modalità Drive, con la stessa comodità di una classe S.

Lexus IS-F

Non altrettanto si può dire delle sospensioni, decisamente troppo dure -e non regolabili- che rendono molto scarso l’assorbimento delle accelerazioni verticali trasmesse dal manto stradale. Un esempio? I giunti dei cavalcavia che su un auto normale vengono percepiti come scossoni dagli occupanti, sulla IS-F ti fanno saltare sul sedile. Dovendo scegliere un difetto dell’auto, i collaudatori hano indicato unanimamente questo. E’ un peccato, considerato anche che il potenziale acquirente di un’auto simile, non si aspetta di usarla solo la domenica in pista…

Complice un prezzo ben più conveniente di Mercedes-Benz e BMW (si parla di una cifra intorno ai 60.000 dollari) la Lexus ha la chance di ritagliarsi una nicchia di mercato. La prova si conclude con un plauso complessivamente meritato da parte di Inside Line che però lancia una frecciatina finale: “Se solo avessero passato più tempo sulle strade di tutti i giorni e meno in circuito…”

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