Fiat: nuovi problemi nella scalata a Chrysler

La scalata di Fiat a Chrysler potrebbe incontrare un nuovo ostacolo. Attualmente al Lingotto manca infatti ancora il 41,5% dell’azienda americana, di proprietà del fondo VEBA del sindacato UAW. Dal 1° gennaio questa quota potrà essere registrata alla SEC, un passaggio che, come spiega Milano Finanza, potrebbe permettere a VEBA di cedere anche ad altri le sue azioni, mentre fino ad oggi l’unico interlocutore possibile era proprio la Fiat.

Questo passaggio avrà l’effetto immediato di riportare il valore delle quote verso i prezzi di mercato. Quindi, se si esclude la poco probabile possibilità che entri un nuovo azionista, la scalata a Chrysler potrebbe costare alla Fiat molto di più rispetto al previsto. Per questo sembra che la casa costruttrice guidata da Sergio Marchionne debba dotarsi di nuove risorse per poter completare il progetto di fusione con l’azienda americana.

Proprio sul reperimento di questi nuovi fondi si gioca la complessa partita di questi giorni. Venerdì scorso i mercati avevano bocciato un’ipotesi di aumento di capitale per Fiat fino alla smentita ufficiale. Una possibile soluzione alternativa, spiega Radiocor, sarebbe la quotazione in borsa di Magneti Marelli, una delle controllate del gruppo, come annunciato dallo stesso Marchionne. Altre fonti di ricavi importante sarebbero i flussi di cassa generati da Ferrari e dalle attività brasiliane.

Foto (c) ERIC PIERMONT/AFP/GettyImages

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