Covid: benzinai chiusi in autostrada dal 27 novembre

Grido d’allarme contenuto in una lettera inviata dalle principali sigle di categoria al Governo: circolazione pressoché azzerata, costi fissi da rispettare, occorrono aiuti.

Una situazione giudicata insostenibile. Per questo, dalla sera di venerdì 27 novembre è possibile che venga sospesa l’apertura nelle ore notturne dei distributori di carburante nelle autostrade nazionali; e, qualora dal Governo non giungano aiuti concreti, le saracinesche delle pompe di benzina in autostrada si abbasseranno, da lunedì 30 novembre, anche di giorno.

Ecco, in estrema sintesi, l’avvertimento lanciato dai rappresentanti di Faib Autostrade Confesercenti (Federazione Autonoma Italiana Benzina), Fegica Cisl (Federazione Italiana Gestori Carburanti e Affini) e Figisc-Anisa Confcommercio, contenuto una lettera all’indirizzo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dell’esecutivo di Governo, nello specifico il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, della Salute Roberto Speranza e del Lavoro e Politiche Sociali Nunzia Calalfo.

Vendite a zero, i costi fissi rimangono


Un documento che non usa mezzi termini, del resto la fotografia scattata dalle Associazioni di categoria della filiera di vendita dei carburanti è impietosa. “In seguito ai provvedimenti che limitano la circolazione per contrastare la diffusione del Covid-19 – si legge nel documento -, le attività svolte lungo le autostrade sono pressoché ferme, ed i costi insopprimibili, che sono necessari per l’apertura di un’attività classificata quale servizio pubblico essenziale, non possono essere compensati dalle vendite residuali”. In poche parole: se la circolazione dei veicoli diminuisce, a carico dei gestori restano i costi fissi; i quali sono, con il diminuire delle entrate, proporzionalmente maggiori.

Forniture in esaurimento


Molti gestori sono “Ormai allo stremo delle proprie risorse economico-finanziarie”, indica la lettera all’indirizzo del primo ministro e dell’esecutivo. Inoltre, le forniture di carburanti già introdotte potrebbero, con tutta probabilità, cominciare ad esaurirsi alla fine di questo mese. Il rischio è, appunto, quello di vedersi costretti a dover interrompere i servizi di rifornimento sulle autostrade già dall’ultimo weekend di novembre (appunto: venerdì 27), iniziando dalle ore notturne. Per poi dover estendere la chiusura anche di giorno, a partire dall’inizio della settimana seguente.

Senza mobilità niente erogazione né fatturato


A conti fatti, puntano il dito Faib, Fegica e Ficisc-Anisa, la distribuzione dei carburanti ha, nel 2020 che si farà ricordare a lungo per le implicazioni economiche e sociali conseguenti all’emergenza sanitaria, subito un tracollo: la limitazione dei movimenti delle persone (che l’attuale “nuovo lockdown” ha nuovamente imposto, attraverso l’istituzione dei territori regionali a zona rossa, zona arancione e zona gialla in funzione di determinati parametri di diffusione dei contagi), la diminuita circolazione dei veicoli, limiti all’apertura delle scuole e di varie attività (anche ad orario ridotto) nonché l’adozione dei metodi di lavoro in smart-working su larga scala, hanno comportato perdite di erogato (e fatturato) “Superiori al 40%” nella viabilità ordinaria, e “Di circa il 70%” sulla viabilità autostradale. E i gestori, considerano i rappresentanti di categoria, “Non possono rimanere con gli impianti aperti a solo presidio del territorio”.

Estendere anche alla categoria il Decreto Ristori


Le sigle firmatarie della lettera comunicano di apprezzare gli sforzi fatti dal Governo la scorsa primavera (in occasione, cioè, delle precedenti misure di lockdown), tuttavia tengono a sottolineare che vari interventi “Ripetutamente annunciati”, come ad esempio il “Trasferimento ai gestori della riduzione delle royalty dai concessionari autostradali agli affidatari" non si sono concretizzati. In più, si puntano i riflettori sull’esclusione della categoria “Da qualsiasi forma di ulteriore sostegno economico, anche in presenza di progressive e notevoli perdite per effetto dei provvedimenti nazionali e regionali”. Contestualmente, i gestori – che sulle autostrade nazionali devono rimanere aperti comunque per l’essenzialità del servizio al pubblico, fanno presente di essere in attesa dell’emanazione dei decreti attuativi sui contributi figurativi da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Verso la serrata


Su questi temi, e tenuto conto del fatto che le disponibilità economiche sono esaurite, mentre le vendite si sono pressoché azzerate ed i costi fissi devono essere mantenuti, i rappresentanti Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio annunciano dunque che le aperture notturne saranno sospese dalla sera di venerdì 27 novembre; e, dalla settimana seguente, anche quelle diurne. “Non è uno sciopero”, puntualizza una circolare inviata a tutti i gestori autostradali, ma di “Una concreta conseguenza della drammatica sofferenza della categoria”.

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