Mercato auto Europa: -7,8% a ottobre 2020

Gli effetti della recrudescenza dei contagi da Covid-19 alla base del nuovo segno negativo, dopo un promettente +3% di settembre 2020. Con i primi dieci mesi “in rosso”, è possibile che l’anno si concluderà in ribasso rispetto al 2019.

Impietoso, ma c’era da aspettarselo. Se il consuntivo delle nuove immatricolazioni in Italia è tornato in negativo, la situazione a livello europeo conferma sostanzialmente il “segno meno”. È lo specchio di uno stato di cose nel quale la nuova ondata di contagi ha portato le varie amministrazioni nazionali a ricorrere nuovamente ai provvedimenti restrittivi. Ciò, unitamente ad un generalizzato calo dei consumi, produce inevitabilmente i propri effetti sulla filiera commerciale (e tutti hanno, nel 2020 che si farà purtroppo ricordare a lungo per le drammatiche conseguenze dell’emergenza sanitaria, imparato come il comparto automotive sia fra quelli che hanno accusato il colpo più notevole).

Nello specifico, i dati ACEA (l’Associazione Europea fra le Case costruttrici) rivelano che, dopo il +3% messo a segno a settembre, l’andamento delle nuove immatricolazioni di ottobre 2020 è tornato “in rosso”. Il saldo UE fa registrare un -7,8% rispetto ad ottobre 2019, che in termini assoluti si traduce in 953.615 autovetture immesse in circolazione contro 1.034.669 di dodici mesi prima.

Nuova ondata di contagi e misure restrittive


Occorre tenere conto del fatto che, se tutti i Paesi UE sono alle prese con la recrudescenza di contagi e gran parte dei Governi nazionali ha nuovamente imposto misure di restrizione in materia di libera circolazione delle persone e di attività commerciali, i provvedimenti non sono identici per tutti: alcuni Governi hanno scelto la linea dura in fatto di “lockdown”, mentre altri hanno adottato misure meno drastiche.

Il risultato comunque non cambia: il calo delle vendite di beni “importanti”, come le autovetture, è tornato a farsi sentire. Ed è probabile che negli ultimi due mesi 2020 lo scenario non cambierà: con la nuova ondata di contagi e, appunto, i nuovi provvedimenti restrittivi, è possibile ipotizzare che novembre e dicembre saranno altrettanto difficili. Il 2020 del comparto automotive potrebbe dunque essere archiviato con il segno meno.

Ecco com’è andata


Di seguito i risultati di mercato di ottobre 2020, relativi all’Unione Europea, ai Paesi EFTA ed al Regno Unito, con l’indicazione del consuntivo Paese per Paese anche riferita ai primi dieci mesi dell’anno in rapporto allo stesso periodo 2019.


  • Paesi UE: -7,8% rispetto ad ottobre 2019

  • Paesi EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera): -6,9%

  • Regno Unito: -1,6%

  • Paesi UE, EFTA e Regno Unito: -7,1%.


Il consuntivo Paese per Paese



  • Austria: -3,4% (-27,7% nei primi dieci mesi)

  • Belgio: -9,4% (-22,8%)

  • Bulgaria: -25,4% (-35,6%)

  • Cipro: -19,3% (-19,9%)

  • Croazia: -24,0% (-43,5%)

  • Danimarca: -17,9% (-18,1%)

  • Estonia: -25,4% (-30,4%)

  • Finlandia: -20,0% (-16,9%)

  • Francia: -9,5% (-26,9%)

  • Germania: -3,6% (-23,4%)

  • Grecia: -6,9% (-33,2%)

  • Irlanda: +5,4% (-25,2%)

  • Italia: -0,2% (-30,9%)

  • Lettonia: -29,3% (-26,5%)

  • Lituania: -16,0% (-18,0%)

  • Lussemburgo: -18,6% (-20,7%)

  • Paesi Bassi: -5,3% (-23,1%)

  • Polonia: -14,6% (-26,8%)

  • Portogallo: -12,6% (-37,1%)

  • Repubblica Ceca: -15,6% (-21,7%)

  • Romania: +17,6% (-27,9%)

  • Slovacchia: -29,1% (-27,4%)

  • Slovenia: -24,0% (-24,6%)

  • Spagna: -21,0% (-36,8%)

  • Svezia: -5,0% (-16,8%)

  • Ungheria: -4,0% (-20,0%).


Irlanda e Romania

sono, dunque, gli unici Paesi UE nei quali il volume di nuove immatricolazioni di ottobre abbia fatto registrare un segno positivo. Soltanto su base mensile, in ogni caso: i primi dieci mesi dell’anno assegnano anche a loro, così come a tutti gli altri Stati membri dell’Unione Europea, il segno meno. Il Paese che dimostra di avere sofferto in misura relativamente meno “sentita” il calo delle nuove immatricolazioni su base mensile è proprio l’Italia, che ha concluso ottobre 2020 con un -0,2% dallo stesso mese del 2019.

Alla Germania va tuttavia il primo posto quanto al numero di nuove immatricolazioni, tanto ad ottobre 2020 (274.303, considerati i Paesi UE, EFTA ed il Regno Unito) quanto nei primi dieci mesi dell’anno (2.316.134).

Nel complesso, il monte-immatricolazioni dal 1 gennaio al 31 ottobre è stato di 8.011.490 unità, laddove nello stesso periodo del 2019 le vetture immesse in circolazione in tutti i Paesi dell’Unione Europea erano state 10.943.035. In questo caso, la flessione è stata del 36,8%: leggermente inferiore se rapportata con l’aggiornamento a settembre (-28%).

Soltanto Fca e Renault Groupe sono “in positivo”


Basandosi esclusivamente sull’andamento UE (escludendo, quindi, EFTA e Regno Unito), le performance dei Gruppi automobilistici sono, chiaramente, in negativo. Uniche eccezioni: Fca, che ha chiuso ottobre 2020 con un +3,2% (66.514 unità immatricolate contro 63.966 di ottobre 2020) e Renault Groupe, che ha archiviato un +0,2% su base mensile (112.021 contro 111.829). Fiat-Chrysler Automobiles ha, tuttavia, fatto segnare una diminuzione del 30,5% nel periodo 1 gennaio-31 ottobre 2020 rispetto ai primi dieci mesi dello scorso anno, e lo stesso vale per Renault Groupe che ha chiuso il medesimo periodo con una diminuzione del 28,1%.

Chi sale


Il totale di ottobre 2020

assegna il “più” soltanto a:


  • Audi (+16,2%)

  • Bentley, Bugatti e Lamborghini (+38,7%)

  • Renault (+0,7%)

  • Dacia (+0,1%)

  • Kia (+0,7%)

  • Fiat (+6,1%)

  • Jeep (+7,4%)

  • Lexus (+0,2%)

  • Land Rover (+3,7%).


Tutti i “big player”

hanno, in ogni caso, accusato il colpo nei primi dieci mesi 2020.


  • Gruppo Volkswagen: -25,1%

  • Psa: -33,2%

  • Hyundai Group: -20,1%

  • Bmw Group: -18,1%

  • Daimler AG: -24,2%

  • Toyota Group: -16,9%

  • Ford: -32,3%

  • Volvo: -18,0%

  • Nissan: -29,9%

  • Mazda: -42,6%

  • Mitsubishi: -28,3%

  • Jaguar Land Rover: -36,4%

  • Honda: -33,2%.

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