Mercato auto ottobre 2020: -0,2%

Numeri poco incoraggianti per il comparto automobilistico in Italia, a causa del Coronavirus. Necessari dei provvedimenti incisivi

Mercato auto Italia

L'emergenza epidemiologica da Covid-19 sta avendo effetti molto pesanti sul settore automotive, come emerge dai numeri del mercato italiano resi noti dall'UNRAE, l'associazione delle case automobilistiche estere. Anche se il mese di ottobre non sembra drammatico, con un calo dello 0,2% rispetto al 2019 (156.978 auto consegnate contro le 157.262 dello stesso periodo dello scorso anno), si prevede una contrazione del 27% nell'arco dei 12 mesi. Una vera carneficina.

La prospettiva di un nuovo lockdown potrebbe peggiorare ulteriormente le cose, rendendo ancora più allarmante lo scenario. Gli operatori del settore auspicano interventi immediati e strutturali da parte del governo, perché altrimenti non sarà possibile una vera ripresa.

Il concetto emerge chiaramente nelle parole di Michele Crisci (Presidente dell'UNRAE): "Al di là dei dati contingenti del mercato, l'esperienza degli ultimi mesi mostra chiaramente l'insufficienza di una politica incentrata su incentivi 'mordi e fuggi'. Appare oltretutto evidente, nell'attuale fase di emergenza economica, che la scelta di non rifinanziare i fondi legati alla fascia di CO2 più importante dal punto di vista dei volumi ha immediatamente rifermato il mercato. A questo punto è chiarissima la necessità di dare maggiore continuità al sostegno del settore automotive, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio".

Oltre 500.000 sono le vetture in meno piazzate nei primi 10 mesi del 2020: ciò equivale a un calo del 31% sullo stesso periodo del 2019. Simili cifre destano grande allarme negli addetti ai lavori, preoccupati dai possibili scenari futuri.

"Le previsioni per fine anno – prosegue Crisci – proiettano un livello di immatricolazioni che dovrebbe attestarsi probabilmente al di sotto di 1.400.000 unità, in calo di oltre il 27% rispetto al 2019, una riduzione drammatica che ha un solo precedente nella storia moderna. Senza contare poi un eventuale e possibile nuovo lockdown generalizzato che peggiorerebbe ulteriormente la già pesante situazione. È indispensabile che nella prossima Legge di Bilancio il governo tenga conto di questa realtà, dando seguito a quanto dichiarato nelle scorse settimane di stanziare altri 400 milioni in aggiunta all'ecobonus".

"Non si deve trascurare -aggiunge Crisci- il fatto che ogni euro destinato al rinnovo del parco auto non è un regalo al settore ma piuttosto un investimento, che finora ha dato frutti positivi: sia in termini ambientali, con la rottamazione dei veicoli più inquinanti, sia come ritorno per le casse dello Stato in termini di gettito fiscale superiore allo stanziamento dedicato. Senza dimenticare inoltre che una ripresa del settore automotive comporterebbe minori aggravi sulla previdenza sociale".

  • shares
  • Mail