Peugeot e Tour de France, un binomio storico: le auto della Grande Boucle

Peugeot e Tour de France, un binomio lungo più di un secolo, fatto di emozioni, colori, veicoli e biciclette. Il simbolo di una sinergia francese che funziona

Dici Francia e pensi al Tour de France, ma anche a Peugeot. La grande corsa ciclistica, la più importante e prestigiosa, "il Tour", ha spesso avuto come auto di servizio le vetture del Leone. Negli oltre cento anni dalla fondazione di questa competizione, il contributo di Peugeot alla causa è stata davvero decisivo e importante, non solo su quattro ruote ma anche su due ruote. Infatti, Peugeot produce biciclette da più di un secolo, da quando nel 1886 Armand Peugeot - nello stabilimento di Beulieau - iniziò la realizzazione di due diversi modelli di biciclette, e addirittura di un triciclo. Dieci anni dopo, Peugeot sfornava 9.000 biciclette annue, così quando nel 1903 il Tour de France prese il via, ai nastri di partenza ci fu anche la Casa del Leone. Da lì a breve arrivarono i primi successi con le proprie bici e con la propria squadra corse, che conobbe gloria e prestigio anche al di fuori di confini nazionali. La squadra corse si è ritirata soltanto nel 2008, risultando la più longeva della storia del ciclismo, un primato indubbiamente da tenere in considerazione.

La storia su quattro ruote


Abbiamo parlato del capitolo dedicato alle due ruote, ma vi è un altrettanto ampio capitolo tra il Tour de France e le quattro ruote di Peugeot. E questo inizia proprio nel 1903, data della prima edizione della Grande Boucle, quando per la ricognizione per tracciare il percorso, un giovane Lefévre (giornalista sportivo ideatore del Tour) insieme ad altri, utilizzarono una torpedo Peugeot e durante l’attraversamento di un difficile passo di montagna, sorpresi da una forte tormenta di neve, abbiano rischiato l’assideramento. Le automobili che poi hanno affiancato e seguito il Tour diventarono sempre più numerose e già negli anni trenta si assistette ad un vero e proprio fenomeno di massa, perché con esso si muovevano anche i primi mezzi pubblicitari al seguito della corsa in giallo.


Il vero boom lo si vede nel secondo dopoguerra, negli anni cinquanta e sessanta, dove molte aziende per farsi pubblicità fanno carrozzare dei veicoli con forme colori e fogge particolari, creando una vera e propria carovana di questi veicoli. La maggior parte dei mezzi utilizzati sono Peugeot 203, 403, D3, D4, 404. Il fenomeno dei veicoli pubblicitari diventa talmente  popolare in Francia da creare persino dei concorsi specifici per premiare le più belle realizzazioni. Forse il più famoso tra questi è il “Concours de la Pubblicité qui roule” indetto per la prima volta a Bordeaux nell’estate del 1951. In quella occasione il primo premio fu assegnato ad un Peugeot D3 A trasformato dalla Carrosserie Paul di Bordeaux per conto dell’azienda Chocolat Poulain. Oggi i rarissimi veicoli pubblicitari sopravvissuti sono un vero oggetto di culto non solo da parte di collezionisti di auto o di cimeli del tour, ma anche di molte aziende del settore. Famoso è il J7 pubblicitario, (ex mezzo pubblicitario al seguito del Tour) totalmente restaurato come all’origine dallo storico Club di appassionati collezionisti di auto d’epoca “Les Trapadelles” di Saint Rémy de Provence che non perdono occasione per usarlo nei loro raduni.

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