Targa di Prova: la Cassazione vieta l'utilizzo su auto immatricolate

La Corte di Cassazione ha pronunciato una sentenza in cui dichiara che la Targa di Prova non può essere utilizzata su vetture già immatricolate. La nuova disciplina porge dei problemi al settore dei venditori di auto e non solo

La Corte di Cassazione si è pronunciata sull'utilizzato delle Targhe di Prova, che diviene illegittimo con le auto già immatricolate. Questa sentenza della Cassazione pone comunque un grosso ostacolo ai concessionari, tuttavia viene spiegato come la targa di prova sia sostanzialmente una deroga alla mancanza della carta di circolazione e, di conseguenza, di immatricolazione. Gli operatori sono andati però su tutte le furie, poiché viene precluso l’utilizzo a veicoli immatricolati ma circolanti per prove tecniche, collaudi e altri spostamenti che hanno come fine ultimo quello della vendita.

La controparte


Il Ministero dei Trasporti, insieme al Ministero dell'Interno, ha predisposto uno schema di regolamento per una nuova disciplina organica che riguarderà la targa prova. L’AsConAuto, l’associazione di settore, invita i suoi associati a comportarsi come hanno fatto fino ad adesso, gli abusi nei casi in cui della targa prova sia fatto un uso improprio vanno perseguiti dalle autorità competenti, ma gli utilizzi professionali devono essere tutelati. Fabrizio Guidi, presidente di AsConAuto, ha detto: "La sentenza è un orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione ma non è norma. Il caso è in evidenza al Ministero dei Trasporti che, assieme al Ministero dell’Interno, ha predisposto uno schema di regolamento per una ridisciplina organica della targa prova. Non appena il regolamento sarà definito sarà anche nostra cura darne la necessaria diffusione. Di fronte a questi nuovi elementi, pensiamo che le autorità competenti debbano perseguire eventuali abusi nei casi in cui della targa prova sia fatto un uso improprio, ma gli utilizzi professionali sono da tutelare. L’uso della targa prova ha un costo notevole. E noi lo sosteniamo per far provare l’ auto, nuova, usata o riparata a un cliente, per portarla da una officina a un’altra, per lavare l’ auto e così via. In questa fase - è l’invito agli associati - si segua il comportamento come sempre. È necessario un rapido ripristino della chiarezza e di principi trasparenti, in base ai quali tutti i soggetti attivi nel mercato devono assumersi le proprie responsabilità".

Il presidente dell’Associazione dei Costruttori Esteri Michele Crisci, ha invece spiegato: "È uno strumento di fondamentale importanza per le reti di vendita indispensabile per svolgere il lavoro quotidiano di una categoria già fortemente sotto pressione per la difficile crisi della pandemia. L’argomento deve essere al più presto regolamentato con chiarezza affinché tutti i protagonisti possano lavorare con tranquillità e sicurezza".

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