3 Mercedes da collezione per sognare ad occhi aperti

Un breve viaggio alla scoperta di alcune auto che hanno segnato tappe importanti nella storia di casa Mercedes

Il marchio Mercedes ha un forte appeal, che si rinnova nel tempo. La storia della "stella" tedesca è ricca di modelli prestigiosi, alcuni dei quali entrati a pieno titolo nell'antologia del comparto.

Tante auto della casa di Stoccarda meriterebbero un posto nelle più raffinate collezioni del mondo, per il fascino portato in dote. La lista dei gioielli adatti allo scopo sarebbe lunga. Noi ne abbiamo scelti tre che, a nostro avviso, meriterebbero uno spazio nei garage degli appassionati più facoltosi. Scoprili.

Mercedes SLR McLaren Stirling Moss (2008)

La Mercedes SLR McLaren Stirling Moss del 2008 è un'auto sportiva di lusso prodotta in 2.000 unità. Questo modello, che celebra il successo alla Mille Miglia del 1955, sigilla la fruttuosa esperienza della Sporty Light Raceworthy. È una versione senza compromessi, che ha completato il processo evolutivo, traghettando la serie verso l'uscita di scena.

Rispetto alla base di partenza non ci sono differenze sul piano motoristico, perché la spinta viene garantita dal classico 5.5 litri da 650 cavalli, sovralimentato con compressore volumetrico. Questo vulcano di energia permette un'accelerazione da 0 a 100 in meno di 3,5 secondi e una velocità massima di 350 km/h. Con simili valori prestazionali la creatura della "stella a tre punte" si dimostra degna di ricevere in dote il nome del celebre pilota britannico.

L'ultima SLR è un bolide che concede esperienze di guida indimenticabili, in forma pura e semplice come ai vecchi tempi. All'esplosione emotiva concorre il design, totalmente rivisto, per rifarsi ai tratti distintivi della gloriosa progenitrice. Il risultato è superbo, con citazioni stilistiche di alta scuola: basta guardare gli scarichi per rendersene conto. Ma in tutta la carrozzeria in fibra di carbonio è un continuo fiorire di elementi ispirati alla nobile ascendenza.

In questa barchetta manca persino il parabrezza, per regalare il fascino della velocità allo stato elementare. Solo i piccoli deflettori proteggono gli occupanti dal vento di marcia. Due cupolini integrati nella carrozzeria fungono da roll-bar, segnando fortemente i tratti espressivi dei volumi. Molto curata l'aerodinamica, con diffusore ancora più grande, specie nella parte terminale.

Lo scivolamento dei flussi genera una deportanza congrua all'indole del modello. Il guidatore ha la facoltà di regolare dall'abitacolo l'alettone mobile, detto Airbrake, per aumentare la presa sull'asfalto del retrotreno. L'appendice, al di sopra dei 120 km/h, si solleva automaticamente, per limitare la scorrevolezza e rendere ancora più perentoria la frenata.

Il modello è stato prodotto in soli 75 esemplari, ciascuno dei quali venduto a 750 mila euro. Ma i soldi non bastavano: per aggiudicarsene una occorreva avere in garage anche una "normale" SLR, di cui la Mercedes SLR McLaren Stirling Moss rappresenta l'atto finale.

Mercedes-Benz 300 SLR (1955)

La Mercedes-Benz 300 SLR è uno dei sogni impossibili degli appassionati. Per quest'auto storica da competizione i collezionisti farebbero follie. Le sue linee avveniristiche hanno fatto scuola, segnando il look di modelli più recenti della casa tedesca, come la Mercedes SLR McLaren Stirling Moss del 2008, la cui carrozzeria roadster si ispira chiaramente alla progenitrice da corsa degli anni cinquanta.

Nata nel 1955 per le gare di durata del campionato del mondo sport prototipi e per la 24 Ore di Le Mans (sfida al vertice della specialità), la Mercedes-Benz 300 SLR fu condotta da piloti del calibro di Juan Manuel Fangio, Stirling Moss e Karl Kling, che la portarono sul gradino più alto del podio in alcune delle corse su strada più importanti di quell'anno. I nomi? Mille Miglia, Tourist Trophy, Targa Florio ed altre ancora. Credo che bastino per dare una dimensione dello spessore prestazionale del modello.

Nella sfida siciliana ideata da don Vincenzo Florio, il bolide della "stella", progettato facendo tesoro dell'esperienza maturata con le Formula 1 del tempo (la base è la stessa della W196), guadagnò una perentoria doppietta che permise alla Mercedes di guadagnare il Mondiale Sport Prototipi 1955. L'impresa diventa ancora più luminosa se si tiene conto del fatto che la vettura scese in gara una sola stagione, per il ritiro successivo della casa madre dalle corse.

La Mercedes-Benz 300 SLR, nata in soli nove esemplari, era spinta da un motore anteriore a 8 cilindri, da 3 litri di cilindrata, con 310 cavalli di potenza, su un peso inferiore ai 1000 chilogrammi. Una miscela felice, per un'accelerazione fuori dal comune e una velocità massima di oltre 300 km/h. A fare il resto ci pensava la bontà del telaio, che agevolava le sue dinamiche agonistiche.

Purtroppo sulla carriera di questa regina della "stella" pesa una macchia nera, non imputabile ad essa: l'esemplare in mano a Pierre Levegh, nell'edizione 1955 della 24 Ore di Le Mans, fu coinvolto in un gravissimo incidente in cui persero la vita 84 persone compreso il pilota, con più di 120 feriti. Fu quella la tragedia più grande dello sport automobilistico.

Onore al merito della Mercedes per la scelta dei responsabili di fare ritirare le due rimanenti 300 SLR in gara, nonostante fossero al comando, come segno di doveroso rispetto per le vittime. Altri, in quella circostanza, non ebbero la stessa sensibilità.

Mercedes 300 SL (1954)

Nell'universo del collezionismo di fascia alta, la Mercedes 300 SL è una delle opere più apprezzate. Presentata nel febbraio del 1954 all'International Motor Sports Show di New York, questa vettura sfoggia una linea e delle credenziali costruttive che l'hanno elevata al rango di vera icona del settore. Nel 1999 è stata eletta "Auto sportiva del secolo".

L'appeal della 300 SL deriva soprattutto dalla fluidità delle forme, che esprimono eleganza e forza dinamica, in un insieme proporzionato e davvero seducente. Fra i suoi elementi più fascinosi, spiccano le porte ad ali di gabbiano, la cui originalità ha segnato il destino del modello, conosciuto nel mondo con tale nome di battesimo.

La storia di questa creatura della stella a tre punte si lega a quella dell’importatore americano Maximilian E. Hoffman, che convinse la casa madre a progettare un'auto derivata dal modello da corsa W 194. Il risultato è ancora oggi sbalorditivo. La produzione in serie venne avviata nell'agosto del 1954, al prezzo stratosferico di 29.000 marchi. Un vero tesoro, se si considerano i parametri di riferimento dell'epoca.

Il telaio a traliccio tubolare, leggero e resistente, ospita una carrozzeria in lamiera di acciaio, con cofano motore, coperchio del portabagagli e rivestimenti esterni delle porte in alluminio. Il tutto per un peso in ordine di marcia di 1295 chilogrammi. Quanto basta per consentire alla vettura, spinta da un propulsore da 215 cavalli, di raggiungere fino ai 260 km/h. La produzione si interruppe dopo la nascita di 1400 esemplari. Oggi per accaparrarsi uno di questi gioielli occorre spendere cifre davvero importanti. Uno sforzo che ogni buon collezionista deve affrontare.

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