Citroen SM: mezzo secolo per la maestosa coupé sportiva francese

La storia della Citroen SM, sportiva coupé neocinquantenne che fu sviluppata in sinergia con Maserati, a quei tempi di proprietà della Casa del Double Chevron


Cinquant'anni fa, al Salone di Ginevra del 1970, fu presentata la coupé Citroen SM, fortemente voluta dal manager Pierre Bercot che, all'epoca, ricopriva il ruolo di presidente del costruttore francese. La sigla era l'acronimo di Sport Maserati, in quanto la vettura era equipaggiata con il motore 2.7 V6 a carburatori da 180 CV di potenza fornito dalla Casa del Tridente.

Lunga all'incirca cinque metri, la coupé Citroen SM condivideva la piattaforma con la berlina Citroen DS, anche se caratterizzata dal passo accorciato. L'abitacolo, invece, aveva la configurazione a quattro posti veri, da vera 'granturismo' che raggiungeva la velocità massima di 220 km/h in tutta comodità. Inoltre, tra le altre caratteristiche figuravano il portellone posteriore completo del lunotto avvolgente e il grande parabrezza panoramico, ma soprattutto il servosterzo dinamico Diravi.

Tutte le evoluzioni fino all'addio



Nel 1972, la Citroen SM fu proposta con il propulsore 2.7 V6 ad iniezione da 188 CV di potenza e 228 km/h di velocità massima, affiancato l'anno successivo dall'unità 3.0 V6 da 180 CV abbinata esclusivamente al cambio automatico. L'uscita di scena della Citroen SM risale al 1975, dopo 12.920 esemplari prodotti, le cui ultime unità furono assemblate da parte del costruttore transalpino Ligier. Il carrozziere Chapron, invece, ha prodotto 7 esemplari di SM Mylord nella variante cabriolet, 8 unità di SM Opera con la carrozzeria berlina a quattro porte e 2 unità di SM Elysée nella specifica declinazione da auto presidenziale.

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