Il lungo servizio di Holiday Auto sulla Nissan Skyline GT-R


La rivista giapponese Holiday Auto, ha confermato nel suo ultimo numero il nome di progetto e le specifiche tecniche della ventura Skyline GT-R, della quale ha proposto anche una attendibile interpretazione del frontale "smascherato" digitalmente.

Sebbene la presentazione avverrà fra due mesi, Holiday Auto ha già dedicato all'attesa sportiva Nissan un lungo articolo di ben dieci pagine, che dimostra quanto forti siano le aspettative per quest'auto già assurta nel Sol Levante al ruolo di rivale d'elezione della Porsche 911. Il periodico ha rivelato svariati dettagli su motore, telaio, linea e abitacolo, riassumendo quanto già si sapeva e aggiungendo qualche particolare in più. Ai ragazzi di 7tune.com è stato riferito che Nissan, nelle prime fasi dei collaudi era orientata all'adozione del V8 che già equipaggia la Nissan President (sigla di progetto VK 45), che rispondeva alle caratteristiche di coppia e potenza necessarie per un modello come la Skyline, ma non era altrettanto soddisfacente in termini di "carattere". La Casa giapponese avrebbe potuto rivedere alcuni aspetti del propulsore allo scopo di conferirgli una personalità differente, ma si è fatta strada un'altra considerazione: dal momento che i due modelli hanno target così diversi -la prima, una grossa berlina di rappresentanza, quasi da ambasciata o da ministero; la seconda una supercar- i potenziali clienti avrebbero potuto non gradire questa parentela così stretta proprio su un elemento centrale come il motore.

E così la scelta finale è stata un'altra. Holiday Auto ha rivelato l'esistenza di un nuovo motore già il mese scorso ed ora, a dare più credibilità alle sue affermazioni aggiunge il nome di progetto (VR38VETT). Il motore raccoglierebbe l'eredità di un celeberrimo predecessore, il VRH35L, l'otto cilindri 3,5 litri che spingeva l'illustre R390 GT1, indimenticabile terza classificata alla 24 ore di Le Mans del 1998. Molto del know-how maturato nell'esperienza delle gare è sfociato nella creazione di questo nuovo V6 che è nato sul disegno di base del VRH35L e riprende dall'antenato soprattutto la struttura del monoblocco e della testata. Una caratteristica sorprendente del V6 biturbo è poi l' "Integrated Exhaust Manifold Turbine", ovvero la fusione in un solo pezzo del collettore di scarico con quello delle turbine, che garantisce un significativo risparmio di peso e di dimensioni del motore, il quale -come si vede nella foto che vi proponiamo- è molto corto e compatto per essere un 3.8. Vanno segnalati anche i collettori d'aspirazione che come vedete sono stati lasciati intenzionalmente in bella vista, regalando al propulsore un impatto visivo veramente impressionante, costituendone anzi la parte più riconoscibile.


Il coinvolgimento della Cosworth (avete capito bene) nello sviluppo del motore era stato già anticipato dalla rivista nipponica, ma tuttora non si conosce il ruolo giocato nè cosa riguardasse la consulenza fornita. L'unica cosa certa è che il motore -creato su un monoblocco d'alluminio- è stato sottoposto poi ad una cura dimagrante pensata dalla stessa Cosworth e rivolta ad alberi, bielle e pistoni che ha permesso di ottenere una risposta più diretta ed una erogazione migliore nonchè un bilanciamento migliore dei pesi all'interno del corpo vettura. Altro accorgimento adottato è stata la realizzazione in magnesio di numerose parti secondarie, come i coperchi degli alberi a camme, della cinghia di distribuzione, la coppa dell'olio e i vari bulloni, rondelle e viti del propulsore. Per consentire poi un impiego sportivo è stata adottata la lubrificazione a carter semi-secco, che non risente dello "slushing", fenomeno tipico che occorre ai carter umidi a sollecitazioni superiori a 1,8 g.

Molto curata anche l'erogazione di potenza, a quanto pare: la spinta dovrebbe essere sostanziosa già dal regime di 1500 giri e continua senza brusche cadute anche oltre i 6800 giri, regime a cui viene raggiunta la potenza massima di 480 CV. Secondo alcune voci, provenienti da chi l'ha collaudata, la nuova Skyline GT-R non sarà alla portata di tutti: un conducente di medie capacità non sarà in grado di avvicinarsi ai limiti dell'auto, raggiungibili solo da pochi automobilisti dato il "manico" necessario a domare quello che, viste le premesse sarà un vero cavallo di razza. Forse Holiday Auto è troppo entusiasta nei toni del suo articolo, ma la verità non dovrebbe discostarsi molto da quanto scritto date le peculiarità da supercar di questa nuova creatura della Nissan.


Kazutoshi Mizuno, che negli anni '90 fu a capo del programma Le Mans Nissan, ha portato, come dicevamo sopra tante acquisizioni fatte in pista nella progettazione di questo motore, e non in questo o quel particolare, ma nella stessa filosofia costruttiva. Un esempio? Il 3.8 V6 avrebbe potuto essere ben più potente di 500 CV, ma così come negli anni '90 per le auto che concorrevano nel gruppo C giapponese si decise di orientarsi su potenze intorno ai 750 CV, dopo aver visto notevoli miglioramenti nella guidabilità e nell'agilità rispetto a quando i motori sfioravano i 1000 CV, così ora, il team che ha sviluppato la Skyline GT-R ha preso la decisione di tenersi sotto i 500 CV per favorirne le doti di guida.

Un'altra novità si trova nell'abitacolo, ed è il Multi Function Display, che fornirà molte più informazioni della strumentazione montata sul modello precedente, suddivise in quattro categorie visualizzabili separatamente. Anche questo accessorio contribuisce ovviamente alla forte caratterizzazione "racing" dell'auto. Eccone le funzioni disponibili:

Preset 1: pressione di sovralimentazione, pressione e temperatura dell'olio.

Preset 2: marcia inserita, pressione e temperatura dell'olio del cambio.

Preset 3: accelerazione laterale (in G) e apertura dell'acceleratore.

Preset 4: accelerazione longitudinale (in accelerazione e in frenata) e ripartizione della coppia sui due assi.

Si sa qualcosa anche sui prezzi. La rete di concessionari giapponesi ha ricevuto un comunicato ufficiale che fissa il prezzo della versione base in 7.900.000 Yen, meno della metà di una 911 Turbo. Si, abbiamo detto versione base, perchè ad un anno di distanza dal debutto dovrebbe arrivare -secondo le ultime voci- una versione Nismo, che avrà come obiettivo dichiarato sua maestà la 911 GT2...

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