Decreto Rilancio: il governo abbandona l'Auto

UNRAE, Federauto e ANFIA denunciano la mancanza di un reale intervento del Governo nella crisi dell'Auto e richiedono incentivi a 360°


Era solo questione di tempo, a pochi giorni dalla presentazione del Decreto Rilancio che il Governo italiano ha presentato per spronare la ripartenza dopo l’emergenza del Coronavirus, con un comunicato congiunto UNRAE, Federauto e ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industriale Automobilistica) hanno tuonato contro le scarse risorse destinate al settore industriale automobilistico.


Eccetto infatti gli incentivi aggiunti all’Ecobonus (100 milioni di euro) che agevolano soltanto le auto  basse emissioni (elettriche o ibride), non sono previsti ulteriori fondi alle altre categorie di auto.


“Abbiamo accolto con sorpresa delusione e, soprattutto, grande preoccupazione - si legge nel comunicato - la scelta del Governo di limitarsi al rifinanziamento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni.”



Manca un vero piano di supporto



“Risulta incomprensibile - continua la nota - come in Italia non si faccia nulla per salvaguardare la strategicità e la competitività di un comparto come l’automotive, che esporta oltre il 50% dei suoi prodotti, apprezzati in tutto il mondo per la carica innovativa e la qualità, e che in più occasioni ha dimostrato di fungere da traino per la ripresa produttiva di larga parte del sistema manifatturiero e quindi della nostra economia, e si preferisca andare incontro a un rischio di deindustrializzazione. Un settore che alcuni Paesi europei – con i quali, peraltro, la nostra filiera è profondamente interconnessa – stanno mettendo al centro dei loro Piani di supporto, così da rilanciare i consumi e la transizione verso un modello di mobilità più sostenibile”.



Mercato auto praticamente azzerato


Le tre associazioni di settore sottolineano inoltre l’attuale drammatica situazione del mercato auto italiano:


“I numeri che raccontano l’impatto dell’emergenza Covid-19 sul settore automotive sono sotto gli occhi di tutti: i livelli produttivi dell’intera filiera in Italia – già in calo da 20 mesi a fine febbraio 2020 – sono crollati del 21,6% nel primo trimestre dell’anno, periodo in cui gli autoveicoli prodotti risultano in diminuzione del 24% rispetto a gennaio-marzo 2019. Il lockdown ha provocato quasi un azzeramento del mercato auto italiano (-85,4% a marzo e -97,5% ad aprile). In pratica, nel bimestre marzo-aprile 2020 le immatricolazioni di auto si sono dimezzate rispetto allo stesso bimestre del 2019 (-51%, ovvero 361.000 immatricolazioni perse) e non è andata meglio per veicoli commerciali e industriali”.



Servono incentivi a 360°


E soprattutto per rinnovare il parco auto, per il 32,5% ancora costituito da auto ante-Euro 4 e dal 57% da vetture con oltre 10 anni viene richiesto un importante intervento tramite incentivi a 360°:


“Ribadiamo, quindi, che non è più rinviabile l’attuazione di un’importante campagna di incentivi per la rottamazione di auto e veicoli commerciali vetusti e l'acquisto di autoveicoli di ultima generazione, e per lo sviluppo infrastrutturale, nonché la revisione della fiscalità sulle autovetture per un adeguamento a livello europeo. Incentivi che allarghino la platea dei beneficiari, pur nel rispetto degli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità ambientale, per rilanciare davvero il mercato e la produzione. “

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