FCA chiede 6,3 miliardi al governo per la ripartenza

La richiesta al Governo italiano rientra nel Decreto Liquidità e sarà gestita da una linea di credito a tre anni creata con Intesa San Paolo


Dopo i rumors che giravano nei giorni scorsi, FCA Italy Spa (appartenente al Gruppo FCA, con sede fiscale e legale all’estero) ha confermato con un comunicato stampa ufficiale di aver avviato la procedura di richiesta al Governo Italiano, che rientrerebbe nel Decreto Liquidità, di un finanziamento di 6,3 miliardi per sopravvivere alla crisi generata dall’emergenza Coronavirus. La cifra sarebbe pari al 25% del fatturato consolidato delle società industriali del gruppo FCA in Italia, come stabilito proprio dal Decreto.


A valutare la richiesta saranno il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello Sviluppo Economico, mentre l’eventuale finanziamento sarà erogato all’80% dall’Agenzia italiana per il credito all’export (SACE). La linea di credito a tre anni sarà creata insieme a Intesa Sanpaolo e “sarà destinata esclusivamente alle attività italiane del Gruppo FCA e al sostegno della filiera dell'automotive in Italia, composta da circa 10.000 piccole e medie imprese, a seguito alla riapertura degli stabilimenti italiani, avviata a fine aprile”, come si legge nel comunicato. 

L'incognita della fusione con PSA


Tra le condizioni del finanziamento verranno imposti una serie di paletti, tra cui il congelamento del dividendo ai soci sul bilancio del 2019, originariamente previsto per 1,1 miliardi, e l’impegno a non approvare l’acquisto di azioni proprie in un periodo di andamenti ribassisti in Borsa. Resta comunque l’incognita della fusione con il Gruppo Francese PSA, che dovrebbe diventare operativa al 100% già a partire dall’inizio del 2021 e come effetto della quale è previsto un extra-dividendo da 5,5 miliardi per i soci FCA, tra i quali naturalmente la Exor di casa Agnelli.

Coinvolta tutta la filiera italiana dell'automotive


Attualmente in Italia FCA impiega 55.000 persone in 16 stabilimenti produttivi e 26 poli dedicati alla Ricerca e Sviluppo. Le 5.500 società fornitrici contano inoltre più di 200.000 dipendenti oltre ad altri 120.000 lavoratori di 12.000 imprese coinvolte nella rete di concessionari e assistenza ai clienti. Il tutto con un fatturato annuale complessivo di circa 50 miliardi di euro e un contributo fiscale all’Italia di circa 7 miliardi l’anno.


A causa del Coronavirus, in Italia le immatricolazioni sono precipitate del 98% ad aprile e del 86% a marzo.

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