Alfa Romeo Montreal: 50 anni di carattere

Mezzo secolo di vita fa bene a un buon vino e l'Alfa Romeo Montreal ne ha le caratteristiche, che ne fanno un classico delle quattro ruote

Non ha avuto il successo meritato, ma l'Alfa Romeo Montreal si è fissata nella storia. Il modello regala agli occhi uno splendido stile firmato da Marcello Gandini per Bertone, ma anche il motore è all'altezza delle aspettative, con un vigore prestazionale di adeguato spessore. Oggi questa vettura sportiva italiana ha 50 anni di vita, essendo stata svelata, nella sua veste definitiva, al Salone dell'Auto di Ginevra nell'ormai lontano 1970.

Uno degli elementi caratteristici del suo design è la vistosa presa d'aria di tipo Naca al centro del cofano motore, per alleggerire sul piano ottico il rigonfiamento dovuto alla presenza di un corposo V8, derivato da quello della 33 da gara, anche se opportunamente ammorbidito e modificato per l'uso stradale.

Questo cuore, con cilindrata di 2.6 litri, eroga circa 200 cavalli, che si traducono in prestazioni di ottimo livello. L'accelerazione da 0 a 100 km/h viene coperta in 7.1 secondi, mentre per espletare la pratica del chilometro con partenza da fermo bastano 27.5 secondi. La velocità massima tocca quota 224 km/h. A frenare la foga del modello provvedono dei dischi autoventilanti Girling sulle quattro ruote.

Tornando all'estetica, il trattamento muscolare dei volumi regala tanta personalità stilistica alla creatura del biscione, valorizzata nella sua aggressività da alcune tinte vistose del catalogo. Fra i dettagli stilistici, meritano di essere menzionate le "palpebre" che celano parzialmente i doppi fari anteriori e le sei feritoie orizzontali sui montanti che snelliscono la vista laterale, conferendole altro vigore dinamico. 

IL DNA da corsa è presente nell'Alfa Romeo Montreal, declinato però nello spirito granturismo, per garantire un adeguato comfort agli ospiti. Ciò ha imposto delle soluzioni di compromesso, tradite per esempio dal marcato rollio in curva, che aiuta a percepire il raggiungimento dei limiti all'utente medio, meno avvezzo alla sportività estrema. 

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