Ferrari Pinin: 40 anni per la quattro porte di Maranello

Nella storia Ferrari c'è pure stata una quattro porte, che non ebbe un seguito produttivo

Un'auto del "cavallino rampante" insolita e molto elegante: la Ferrari Pinin si è fermata (a mio parere...per fortuna) allo stadio di concept car, ma ha lasciato un segno. Prima ed unica vettura a quattro porte della casa di Maranello, fece il suo debutto in società nel 1980.

Nata per il mezzo secolo di vita di Pininfarina, fu un omaggio a Battista Farina (detto Pinin), storico fondatore della nota carrozzeria piemontese.

Le sue linee sono diverse rispetto alle Ferrari convenzionali, ma si coglie il legame con le origini, non solo per la vistosa griglia frontale. Il trattamento dei volumi è scorrevole, con una felice miscela di eleganza e sportività, in un quadro di fluide movenze che la rendono simile ad una scultura.

La Ferrari Pinin esprime un design visionario, che ha precorso i tempi. Alcune sue soluzioni stilistiche hanno trovato applicazione successiva nel settore automotive, a riprova della bontà del progetto, nato dalla matita di Piero Ottana, con la direzione di Leonardo Fioravanti.

Proiettato in avanti anche il taglio espressivo dell'abitacolo, elegante e comodo per i passeggeri, cui questa quattro porte del "cavallino rampante" regala ampio spazio e il prezioso profumo delle ampie distese di pelle Connolly di colore beige che lo rivestono. C'è pure la regolazione elettrica dei sedili.

Nata senza motore ed esposta come semplice maquette in occasione del vernissage, negli anni successivi la Ferrari Pinin venne dotata da un facoltoso acquirente di un motore made in Maranello: il dodici cilindri "boxer" di 5 litri della Ferrari 512 BB, per il quale era stata predisposta. Telaio, freni, serbatoio e sospensioni furono sviluppati espressamente per questa creatura.

  • shares
  • Mail