Renault 4 passa lo Stretto di Messina: la vera storia

In piena pandemia da Coronavirus hanno fatto scalpore le immagini di una Renault 4 sgangherata a spasso per l'Italia

In queste ore le foto e i video di una Renault 4 malconcia, in azione sulle autostrade del Sud Italia, hanno fatto il giro del web. La vecchia auto transalpina, caricata all'inverosimile e dotata di singolari "orpelli", si è imposta all'attenzione di tutti non solo per il taglio folkloristico, ma anche per la tensione creata dopo l'attraversamento dello Stretto di Messina, in piena emergenza epidemiologica da Coronavirus.

Molti si sono chiesti come un mezzo del genere, con tre persone a bordo e con targa straniera, abbia potuto spostarsi sulla rete viaria italiana, percorrendo centinaia di chilometri, in un quadro di grandi restrizioni alla mobilità. Diverse le polemiche sui social, dove sono stati pubblicati vari filmati.

Nell'abitacolo, tre artisti di strada francesi, che hanno raggiunto degli amici (una famiglia spagnola e argentina) ad Aci Trezza, frazione di Aci Castello, in provincia di Catania. Secondo le ultime notizie apparse sul web, pare che i soggetti in questione si trovassero in Italia da alcuni mesi e che abbiano raggiunto la Sicilia partendo dalla Campania, con la loro Renault 4, per trovare un luogo dove trascorrere il "soggiorno obbligato" imposto a tutti, non avendo altre soluzioni al coperto.

L'esigenza sembra abbia trovato accoglimento, perché le forze dell'ordine, secondo la narrazione, li avrebbero fermati e fatti passare a più riprese. Pare che i tre siano stati sottoposti ai controlli sanitari prima della partenza dalla Campania, risultando negativi al Covid-19. Non sappiamo se le cose siano andate realmente così, ma è giusto dare voce a tutti. Ognuno, poi, si farà la sua opinione.

Ciò che conta, a questo punto, è il massimo rigore nei controlli e il rispetto delle misure restrittive, da parte di ciascuno di noi, per cercare di contenere la diffusione del Coronavirus, sia per le vittime che produce, sia per il rischio di collasso del sistema sanitario nazionale, dovuto alla carenza di sale di terapia intensiva: queste potrebbero non bastare se i numeri dell'emergenza epidemiologica dovessero impennarsi.

Fonte | Tempo Stretto

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