Porsche 911: restauro fra moda e tradizione con Teddy Santis

La fantasia unita alla storia, per un prodotto unico, che lega il mondo delle passerelle a un'icona automobilistica. Questo ed altro ancora è la Porsche 911 trattata da Teddy Santis.

Una Porsche 911 Carrera 4 (serie 964) è stata sottoposta a un restauro che unisce heritage e fashion, mettendo a segno un ottimo risultato. L'auto, unica ed esclusiva, è il frutto di mesi di ricerca e lavoro, che hanno coinvolto Teddy Santis, fondatore e direttore creativo del marchio di moda newyorkese Aimé Leon Dore (ALD).

Lo stilista americano ha collaborato a "stretto braccio" con gli uomini Porsche, recandosi più volte a Stoccarda, per monitorare l'evoluzione dell'idea, ora sbocciata in tutto il suo fascino. Negli scorsi giorni, questa 911 Carrera 4 è apparsa nella galleria Jeffrey Deitch di New York. Prossimo impegno pubblico, la presenza alla sfilata ALD del New York Fashion Week 2020.

L'abitacolo dell'auto è stato completamente personalizzato con pelle Schott e fantasia pied de poule Loro Piana: materiali e stili scelti anche per la collezione autunno/inverno 2020 di Aimé Leon Dore. Ampie distese di pelle pieno fiore avvolgono il cruscotto, il volante e i pannelli delle portiere, mentre la pelle scamosciata riveste il tetto: un combinazione perfettamente riuscita, che consegna una tela grafica e sensoriale piacevole a chi osserva questo trattamento degli spazi interni. 

I sedili su misura sono stati restaurati in modo meticoloso nell'atelier Recaro a Kirchheim, in Germania, per completare degnamente il quadro, ad opera di chi se ne intende. Lusso e classe anche nei dettagli, con un baule in pelle Schott con accenti Loro Piana: così si aggiunge altra eleganza alla tela.

Per verniciare la carrozzeria di questa Porsche 911 Carrera 4 è stata scelta una tinta simile alla tonalità di bianco del flagship store ALD di Mulberry Street, a Manhattan. Sul retro dell'auto spicca uno spoiler a coda di rondine che rende omaggio al design classico e senza tempo della 911 Carrera RS 2.7, citazione doverosa ad un'iconica vettura del marchio.

Sulla griglia del cofano motore è stato collocato un distintivo che identifica il lavoro, completamente eseguito utilizzando parti originali, giovandosi del prezioso supporto del dipartimento Porsche Classic. Facile comprendere l'entusiasmo di Teddy Santis, che ama le cavalline di Stoccarda: "Lavorare insieme a Porsche in questo progetto è stato un sogno diventato realtà".

Come saprete, la ricetta del successo della 911 si deve alla sua unicità, frutto di apparenti contraddizioni, perché il modello combina sportività e praticità quotidiana, tradizione e innovazione, esclusività e accettazione sociale, design e funzionalità. Quest'auto sportiva ha superato le mode e le rughe del tempo, per tenersi fedele alla tradizione, in un quadro intimamente connesso alla modernità.

Per gli appassionati, la regina delle Porsche è come la macchina del tempo, che traghetta dal passato al futuro senza farlo notare. Un mito che si tramanda negli anni, abbracciando le generazioni, in una rete ideale che unisce i genitori ai figli, gli occidentali agli orientali, i ricchi ai poveri (che la amano in quote uguali).

Ogni tanto quest'opera tedesca rinnova la sua pelle, ma con sottile delicatezza. Spesso sono minimi gli elementi estetici modificati. Le vere novità, invece, si nascondono sotto la carrozzeria. Si tratta di chicche di matrice tecnologica, degne del suo apparato genetico, che contribuiscono all'attualità del prodotto, senza rinunciare al collegamento con la storia.

Fonte | Porsche

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