John Andretti muore a 56 anni, se ne va un mito della Nascar

John Andretti, 56 anni, ex pilota, si è spento dopo quasi tre anni di lotta contro un cancro al colon. Veterano della Nascar, ha corso in Indy e alla 500 Miglia di Indianapolis.

John Andretti, 56 anni, se ne va un mito della Nascar e dell'automobilismo a Stelle e Strisce, dopo aver lottato aspramente contro un tumore al colon che gli fu diagnosticato nella primavera del 2017. Il nipote di Mario Andretti, purtroppo non ce l'ha fatta, e il triste annuncio è stato dato per primo dalla Andretti Autosport, ricordando ancora una volta quanto sia importante la campagna di prevenzione per affrontare determinate patologie. L'iniziativa per conoscere e informarsi su queste malattie si chiama #CheckIt4Andretti, ed è stato l'ex pilota americano, in prima persona, a raccontare la sua storia per aiutare chi come lui deve affrontare un così grave male.

Un male che non ha lasciato scampo


Come detto, il tumore al colon gli era stata diagnostico nella primavera del 2017, un anno dopo, finito il ciclo di chemioterapie, gli era arrivata una buona notizia. Infatti il cancro si era arrestato, ma a distanza di qualche mese si era presentato di nuovo, in un modo che non ha lasciato scampo nemmeno a una persona forte e tenace come lui. Lascia la moglie Nancy e il figlio Jarett, ma non senza aver lasciato il segno nel mondo dell'automobilismo.

Icona della Nascar e non solo


Veterano della Nascar ha corso in questa competizione dal 1993 al 2010, raggiungendo per due volte il gradino più alto del podio: Daytona nel 1997 e a Martinsville nel 199. Nel complesso ha disputato 393 gare, giungendo per 37 volte nelle posizioni di vertice. Una carriera di tutto rispetto che lo ha collocato tra le icone di questo sport a quattro ruote. Ha preso parte anche per 3 stagioni al campionato Indy, conquistando una vittoria nel in Australia nel 1991, ma soprattutto ha partecipato alla 500 Miglia di Indianapolis per ben 12 volte, riuscendo in un'occasione a conquistare un ottimo quinto posto nel 1991. Una vita dedicata al brivido e alla passione per l'automobilismo.

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