Alpine A110, la prova su strada (VIDEO)

Il video della prova della Alpine A110. La supercar francese garantisce alte prestazioni, piacere di guida elevato, ma sa essere anche confortevole e godibile tutti i giorni

Nel 1955, a Dieppe, Jean Redèl fondò Alpine, che nel giro di poco tempo scrisse indelebili pagine di storia nel mondo delle competizioni e dei rally – chi è nato negli anni ‘50-’60 le ricorderà molto bene – entrando a far parte della famiglia Renault. La sua produzione però fu stoppata nel 1995, per poi ripartire 17 anni dopo, nel 2012. Oggi la Alpine è tornata (ormai da qualche anno) e lo ha fatto senza perdere il suo DNA, aggiornandosi però un tutte le sue componenti.

Il design è stato reinterpretato ma ha mantenuto l'impostazione di base. D'altronde basta guardare l'anteriore e subito ci si proietta nel passato. Ora chiaramente le quattro luci sono a LED, ma c'è la spina dorsale centrale del cofano come sui vecchi modelli. Dietro troviamo un lunotto spiovente e proiettori moderni a forma di X. Le linee sono estremamente aerodinamiche, la base è piatta e c’è un diffusore funzionale montato sotto al paraurti posteriore, così la deportanza aumenta e anche a 250 all’ora non c’è bisogno di spoiler.

La Alpine A110 è una sportiva non solo nell'aspetto, perché coniuga potenza e leggerezza e una dinamica di guida eccellente. Accelera da 0 a 100 in soli 4,5 secondi. È spinta da un 1.8 turbo centrale da 252 CV e 320 Nm di coppia: un propulsore sempre pronto, corposo, con una curva di erogazione perfetta e con un sound emozionante. La bilancia si ferma a circa 1.100 kg e anche l’abitacolo è spogliato di ogni sovrastruttura. Niente vani portaoggetti, niente tasche laterali, c’è posto solo per due. E c’è spazio solo per qualche borsa: 196 litri complessivi tra vano anteriore e posteriore. Dentro ci sono fibra di carbonio e materiali estremamente curati, anche se non tutti pregiati. I sedili, dal taglio sportivo, sono firmati Sàbelt e pesano solo 13 chili e mezzo. Telaio e carrozzeria in alluminio sono poi la ciliegina sulla torta per quanto riguarda il concetto di leggerezza della vettura.

Ad esaltare il comportamento dinamico ci pensano anche sospensioni a doppio triangolo anteriori e posteriori. La Alpine A110 è agile, svelta, precisa e reattiva, merito anche di un volante sempre diretto e ben tarato, di un baricentro basso e di una distribuzione dei pesi 44% anteriore e 56% posteriore. Frena benissimo ed è rigida il giusto, perché non è estrema: te la godi anche se vai piano in città. E se vai piano fa anche più di 16 km con un litro di carburante.

Non mi fa impazzire invece il sistema di infotainment, poco intuitivo: non integra nè android auto nè apple carplay. Faccio fatica anche a capire dove finisce l’auto. 4 metri e diciotto sono pochi, è vero, ma la visibilità è ridottissima, si sta molto in basso, con la linea di cintura alta: bisogna fidarsi della retrocamera e dell’istinto. Il prezzo? Questa versione Lègend costa poco più di 61.000 euro.

 

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