Mazda MX-30: al volante del prototipo della prima elettrica di Hiroshima

Il modello definitivo debutterà a marzo a Ginevra e arriverà nelle concessionarie a fine agosto del 2020 con prezzi a partire da 34.900 euro

 

In Giappone Mazda aveva già sperimentato la motricità elettrica con una Mazda2 a pile. Un esperimento timido. Solo un aperitivo di quella che ora sta per arrivare in Europa come prima vera elettrica di Hiroshima, la Mazda MX-30. Il nome è tutto un programma, di intenti almeno. Perché MX? Perché sarà pur certo una SUV, sarà pur certo a zero emissioni, ma secondo la Casa giapponese sarà anche degna di portare il nome della piccola spider, proprio per la sua innovazione, e anche per le sue doti dinamiche. Tutto da dimostrare, certo. Siamo venuti apposta a Lisbona a provare il prototipo della futura Mazda MX-30, con una meccanica elettrica e-Skyactiv e un telaio identici al modello definitivo, vestita però, ancora, con la carrozzeria in grigio opaco della Mazda CX-30.


Design di rottura, senza il montante centrale. Prima di guidarla, però, abbiamo avuto la possibilità di osservare da vicino il modello di design in scala reale, costruito a mano, con l’aspetto e le proporzioni che andranno in produzione. Basta uno sguardo a confermare che questa SUV elettrica da 4,39 metri di lunghezza, 1,80 metri di larghezza e 1,57 metri di altezza potrà contare su un look che la differenzierà da qualsiasi altra rivale: le porte posteriori si aprono infatti in senso contrario a quello delle portiere anteriori, con un accesso all’abitacolo senza montante centrale. Un ghigno alla sportiva RX-8. Il vantaggio di questa soluzione è che favorisce l’entrata dei passeggeri a bordo - le porte anteriori si aprono a 82° in avanti, quelle posteriori a 80° all’indietro - lo svantaggio è invece una possibile riduzione della rigidità strutturale. Gli ingegneri assicurano però che le portiere stesse sono state disegnate affinché, una volta chiuse, possano compiere una funzione simile a quella del montante centrale. Inoltre la batteria è stata integrata come elemento strutturale del chassis, con 20 punti di ancoraggio che dovrebbero assicurare pressappoco la stessa rigidità della CX-30.



Livrea tricolore. Esteticamente, poi, risalta l’assenza della griglia frontale a forma d’ala, segno d’identità di tutti gli altri modelli della gamma. La carrozzeria, inoltre, è multicromatica. L’arco che si forma tra il montante anteriore e quello posteriore, così come le zone laterali del portellone posteriore, sono verniciati in grigio con una tonalità diversa da quella usata invece per il resto della carrozzeria. E il tetto in nero a contrasto aumenta la sensazione di movimento. Questa livrea in tre diversi colori sarà disponibile unicamente con le tinte Soul Red Crystal, Polymetal Gray e Ceramic Metallic.


Puro design e rispetto per l'ambiente anche dentro. Passando agli interni, la MX-30 sarà la prima Mazda dotata di due schermi touch da 7 pollici ognuno, montati sulla plancia. Uno è posizionato nella parte superiore della console centrale e fa da interfaccia al sistema multimediale Mazda Connect - compatibile con Apple Car Play e Android Auto - l’altra si trova invece di fronte alla leva del cambio, più in basso, e ospita i comandi per il climatizzatore e i sedili riscaldabili. Non mancheranno due prese USB da 2,5A e una presa da 12V per la ricarica dei dispositivi mobile. Inoltre la versione più accessoriata disporrà anche di una presa di corrente alterna da 150W, pensata per ricaricare dispositivi più grandi (ad esempio un laptop). L’aspetto ecologico della Mazda MX-30 è definito dai materiali riciclati con cui è assemblato l’abitacolo, come il sughero (una specialità di Mazda fin dal 1920) nel tunnel centrale, le plastiche riciclate dalle bottiglie di plastica per i pannelli delle portiere e una pelle sintetica, vegana, denominata leatherette. La pelle ‘vera’ riveste solo il volante e il selettore del cambio, guarda caso proprio i due punti di contatto tra l’auto e le mani del guidatore. E per finire il bagagliaio. Stando a quanto affermato dagli ingegneri Mazda, avrà più o meno le stesse dimensioni di quello ella CX-30, ovvero 430 litri.



Al volante del prototipo della Mazda MX-30, purtroppo per solo 27 km di testdrive, la prima cosa che stupisce è il sound. A differenza del silenzio totale di qualsiasi altra elettrica, la SUV a zero emissioni giapponese emette un suono simile a quello di un motore termico a benzina, riprodotto accuratamente dagli altoparlanti. Non è solo un capriccio per gli affezionati al petrolio, ma, visto che è riprodotto solo in fase di accelerazione e decelerazione, aiuta a rendersi conto della velocità a cui si sta circolando. Il motore della MX-30 offre una potenza di 105 kW, l’equivalente di 143 CV, e 265 Nm. Lo spunto in accelerazione è quello vigoroso da elettrica pura e l’handling, per quanto poco messo alla prova, si è dimostrato preciso, con uno sterzo consistente e poco rollio in curva. Molto interessante anche la risposta dei pedali del freno e dell’acceleratore, con una sensibilità fuori dal comune nel segmento delle elettriche e la sensazione di attrito del sistema di recupero dell'energia quasi non percepibile. 



Poca autonomia ma arriverà il range extender. Non del tutto convincente, invece, l’autonomia dichiarata che corrisponderebbe a 200 km. Pochini se comparati con i numeri della concorrenza. In 27 km di testdrive abbiamo consumato il 30% dell’energia a disposizione. Le batterie sono infatti piccole, da 35,5 kWh, fabbricate da Panasonic, fornitore anche di Toyota. Come si poteva immaginare, però, questa soluzione è stata scelta in vista del futuro arrivo di una versione range extender che affiancherà all’unità elettrica un motore rotativo con funzione esclusiva di generatore. Tornando alle batterie c’è un altro ‘però’: la corta autonomia è compensata da un sofisticato sistema di raffreddamento che mantiene una temperatura ottimale degli accumulatori durante la ricarica (l’ideale è che non superi i 60° anche se con le prese a ricarica rapida può arrivare a 80°), assicurando così una maggiore longevità al sistema. Secondo gli ingegneri dopo 8 anni di utilizzo, o 160.000 km percorsi, le batterie manterrebbero, nel peggiore dei casi, il 70% della loro capacità originale.


Prezzi. La nuova Mazda MX-30 arriverà nelle concessionarie a fine agosto o inizio settembre del 2020 e le prevendite inizieranno ad aprile. I prezzi partiranno da 34.900 euro, 28.900 euro con gli incentivi. Fino al 31 marzo ci sarà però la possibilità di effettuare i pre-ordini per la Launch-edition, tutta accessoriata e con, in regalo, la wallbox da 7,4 kW.

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