GM: non solo FCA nel mirino

Con la denuncia contro il Gruppo italo-americano Detroit colpisce anche altri "nemici"


Giustizia a orologeria? Guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa? Ai posteri l’ardua sentenza… una volta sollevato il polverone, in piena battaglia, è difficile vederci chiaro. Fatto sta che le accuse di General Motors nei confronti di FCA, arrivano proprio subito dopo la fusione con PSA (nel bel mezzo della transizione verso l’unione) e in piene trattative di rinnovo del contratto di FCA con UAW (United Auto Workers).


UAW e PSA nel mirino? Fatto sta, anche, che la stessa GM è arrivata a un accordo con i sindacati per i contratti quadriennali dopo 40 difficili giorni di sciopero e non ci sta a dover pagare i salari medi più alti tra i costruttori automobilistici statunitensi. L’istituzione UAW è stata così colpita, screditata e privata del suo presidente Gary Jones, costretto a dimettersi. FCA colpita a fondo e crollata stamattina in borsa. Sgambetto indiretto anche a PSA, che con la fusione con FCA marcia rapida verso l’invasione del mercato d’Oltreoceano.


Tirato in ballo anche Marchionne. L’innocenza del Gruppo italo-americano ora, certo, è tutta da dimostrare e Auburn Hills, insieme alla divisione centrale del Gruppo, dovranno anche prendere le difese dell’ormai scomparso ex numero 1 Sergio Marchionne, tirato in ballo direttamente nella denuncia di GM, come architetto ed esecutore dell’ipotetica manovra illegale.  "Marchionne è stato una figura centrale nella concezione, esecuzione e nella promozione di un'attività fraudolenta", ha affermato Glidden, rappresentante legale di GM.


Secondo le accuse FCA avrebbe pagato le tangenti ("milioni di dollari") - durante i negoziati del 2009, 2011 e 2015 - sotto forma di finanziamenti concessi al centro di formazione diretto congiuntamente al sindacato. Il Gruppo di Mary Barra chiederà anche risarcimenti per i "danni sostanziali" subiti dalla presunta manipolazione degli accordi sindacali da parte di FCA.

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