Maserati Merak: auto storica del tridente firmata Giugiaro

Costruita dal 1972 al 1983, la Maserati Merak è ancora oggi una sportiva gradevole e può rappresentare una buona tentazione nel mercato delle auto storiche.

La Maserati Merak è una coupé sbocciata in 1820 esemplari nell'arco della sua vita commerciale, proseguita fino al 1984. Il debutto in società avvenne al Salone dell'Auto di Parigi del 1972, quando l'anno stava quasi per concludersi. Stretta la connessione stilistica con la sorella maggiore Bora, dalla quale si differenzia in modo marcato nella parte posteriore. Il nome scelto per identificarla è quello di una stella dell'Orsa Maggiore.

Destinata al segmento delle Ferrari Dino GT4 e Lamborghini Urraco, la piccola supercar della casa modenese si giovava dell'estro creativo e del senso del gusto di Giorgetto Giugiaro, che seppe confezionare linee molto gradevoli, anche se fortemente imparentate con quelle di un altro modello del listino del tridente.

La meccanica della Maserati Merak porta la firma dell'ingegnere Giulio Alfieri, che ebbe un ruolo molto importante nella definizione di molte creature, stradali e da corsa, del marchio emiliano. Il risultato degli sforzi progettuali fu una macchina spinta da un motore V6 di tre litri di cilindrata, con 190 cavalli di potenza. La scelta di un'unità propulsiva più compatta rispetto al V8 da 4.7 litri della Bora consentì di recuperare due "strapuntini" posteriori, che permisero all'auto di diventare una 2+2. Nei posti di fortuna potevano trovare accoglienza dei bambini.

Il cuore e il cambio della Masarati Merak discendevano da quelli montati sulla Citroën SM, ma avevano le loro specificità. Con l'arrivo di Alejandro De Tomaso sul ponte di comando della casa del tridente, al posto degli uomini del "double chevron", il cambio venne rimpiazzato con uno ZF, sempre a cinque marce. Sul fronte del telaio, la scelta cadde su una scocca portante in acciaio, con telaietto ausiliario per l'ancoraggio del motore, disposto in posizione posteriore-centrale, come sui bolidi da corsa.

Buona la verve prestazionale del modello, in grado di raggiungere i 245 km/h di velocità massima. A contrastare la foga ci pensavano dei freni a disco ventilati sulle quattro ruote. Più performante la successiva Maserati Merak SS, presentata al Salone di Ginevra del marzo 1975, capace di sviluppare una potenza massima di 220 cavalli, in un quadro di superiore leggerezza, testimoniato dai 50 chilogrammi in meno registrati alla bilancia. Nel 1977 giunse la versione 200 GT, dotata di un V6 da 2 litri, con 170 cavalli di potenza, per rispondere ai bisogni del mercato italiano, che penalizzava sul fronte IVA le auto superiori ai 2 litri. La velocità di punta scese a 220 km/h, ma il brio dinamico rimase. Di questa serie "light" vennero realizzati 190 esemplari.

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