Honda NSX: la supercar degli anni '90 che piaceva a Senna

Sono passati 30 anni dal suo debutto in società, ma la Honda NSX resta una supercar di riferimento per le sue doti dinamiche, che hanno segnato un'epoca.

La Honda NSX fu presentata al Salone di Chicago del 1989, ma giunse sul mercato nel 1990. La sua produzione andò avanti fino al 2005: una vita longeva, quindi, a sigillo della bontà di un progetto che, per la sua natura estremamente sana, fu in grado di superare brillantemente le insidie del tempo.

Fra le sue doti principali, una delle più apprezzate era la guidabilità, che fece colpo persino su Ayrton Senna e Gordon Murray, progettista della McLaren e possessore di un esemplare, che trovò in lei un riferimento per definire l'handling della F1 stradale.

La supercar nipponica non aveva un marchio blasonato dietro le spalle, ma seppe reggere il confronto con le vetture europee dello stesso segmento, guadagnandosi uno spazio nel cuore degli appassionati che, ancora oggi, la ricordano con nostalgia e ammirazione.

I tecnici puntarono su soluzioni innovative, che mettevano a frutto l'esperienza maturata nel motorsport, per dare una spiccata personalità caratteriale alla loro proposta. La Honda NSX seppe distinguersi nel segno della qualità, presente tanto nella sfera costruttiva quanto in quella dinamica. Fu la prima auto di produzione con telaio, sospensioni e carrozzeria in alluminio e leghe leggere.

L'opera di alleggerimento ebbe riflessi positivi sul coinvolgimento emotivo alla guida, appagato da una grande agilità e precisione, difficile da riscontrare su altre supercar dell'epoca. Accurati i materiali scelti, come il titanio delle bielle, per spingere in alto i regimi di rotazione, con benefici in termini di sound e di sensazioni, oltre che sul piano prestazionale.

Il sistema di distribuzione VTEC migliorava l'efficienza volumetrica del motore aspirato di 3 litri, capace di erogare nella versione iniziale una potenza massima di 270 cavalli. Facile intuire il livello delle performance, tenendo conto dei parametri dell'epoca. A rendere meno pesante la gestione del mezzo ci pensava il servosterzo elettrico.

Ayrton Senna concorse alla nascita del modello, offrendo un'importante collaborazione in fase di sviluppo. Sua la scelta di irrobustire il telaio monoscocca, rivelatasi fruttuosa per definire un prodotto eccellente sul piano dinamico. Il look dell'auto era marcatamente sportivo, ma non aveva il fascino della contemporanea Ferrari 348, ben più grintosa e ricca di carattere. La sostanza, però, era al top, anche in termini di affidabilità. Difficile trovare una supercar così prestante e robusta, ma anche versatile nell'uso quotidiano come una Porsche 911.

Ai clienti dalla vocazione più sportiva fu proposta la Honda NSX Type R, dove la lettera finale sta per Racing, in omaggio allo spirito più pistaiolo di questa interpretazione, che sacrificava leggermente il comfort in favore dei tempi al cronometro. Il risparmio sul peso di partenza, pari a 120 chilogrammi, fu ottenuto rimuovendo il sistema di condizionamento, alcuni elementi dell'insonorizzazione, il sistema audio ed altro ancora. Dei sedili in fibra di carbonio presero il posto di quelli in pelle della versione standard. Alcuni affinamenti riguardarono l'assetto.

Della supercar Honda fu sviluppata anche una versione targa, la NSX-T, che incontrò il gradimento del pubblico statunitense. Altre varianti nacquero nel tempo, ma i cambiamenti più significativi giunsero col secondo step dell'auto, datato 1997, quando la cilindrata venne porta a 3.2 litri, incrementando la potenza a quota 290 cavalli. Il passaggio da 0 a 100 km/h scese a 4"5 secondi, rispetto ai 5"2 della versione delle origini. Potenziato anche l'impianto frenante.

Nel 2002 giunse un vistoso restyling, che cambiò la fisionomia del frontale, ora dotato di fari fissi in luogo di quelli a scomparsa, con benefici anche sul fronte aerodinamico. La velocità massima superò quota 280 km/h. Gli interni furono resi più seducenti. Anche in questo caso giunse la NSX-R, destinata però al solo mercato giapponese. Nel 2005 il congedo dal mercato. Poi l'arrivo della nuova generazione, ma è un'altra storia.

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