Mercato auto: boom di investimenti sull'elettrico

Secondo AlixPartners nel 2023 gli investimenti globali per la mobilità green raggiungeranno 225 miliardi di dollari


È sempre difficile vedere chiaramente nei momenti di cambio. La grande transizione dell’industria automobilistica verso l’elettrificazione è in piena fase di attuazione e sul futuro a breve termine c’è incertezza. AlixPartners ha provato a fare un’analisi oggettiva dell’attuale situazione del mercato auto in piena fase di cambio, presentando i risultati in occasione del Forum AutoMotive. A risaltare in maniera evidente tra i dati presentati è soprattutto un grande paradosso: in un momento in cui gli investimenti sull’elettrico raggiungono il loro picco (si prevede che nel 2023 arriveranno a un totale di 225 miliardi di dollari) le motorizzazioni a benzina ritornano al primo posto nelle vendite in Europa.


La demonizzazione del diesel continua a far crollare le vendite delle motorizzazioni a gasolio. In Italia secondo AlixPartners nel 2025 il peso dei motori diesel sarà del 36%, in continua discesa fino ad arrivare a quota 16% nel 2030. Per il momento a giovarne sono appunto i benzina, nel futuro a medio termine la scelta dei diesel si sposterà probabilmente sulle motorizzazioni micro-ibride attualmente in arrivo sul mercato (per lo più a benzina), ibride e ibride plug-in. L’elettrico vero, quello a zero emissioni, tarderà almeno altri 5 anni a penetrare significativamente nel mercato.


Entro il 2023 si prevede che l’offerta di veicoli elettrificati si amplierà notevolmente passando in Europa dagli attuali 62 modelli (ibridi plug-in ed elettrici) a oltre 230 modelli. Nel frattempo, secondo la ricerca, l’industria investirà altri 48 miliardi di dollari tra oggi e il 2023 per lo sviluppo delle tecnologie dei veicoli autonomi.


Per il mercato italiano, lo studio di AlixPartners riportato al Forum AutoMotive, prevede che le vendite di auto nel nostro Paese rimarranno sostanzialmente stabili intorno a 2,1 milioni di unità. E se nel 2018 il 51% delle auto vendute in Italia montavano motori diesel, già nei primi mesi del 2019 la quota è scesa sotto al 45% a sostanziale vantaggio della motorizzazione a benzina. Nel 2025 il peso dei motori diesel sarà del 36%, in continua discesa (16% nel 2030) ma a vantaggio delle motorizzazioni ibride, mentre le vetture elettriche saranno pari all’8% delle nuove immatricolazioni.


Secondo Dario Duse, Managing Director di AlixPartners, i margini di guadagno sulle auto elettriche per le Case automobilistiche e le concessionarie (ancora) negativi o troppo bassi, rappresentano un pericolo per il mercato auto:


Due sono le sfide principali che l’industria sta cercando faticosamente di risolvere. La prima è rappresentata dal rebus dei nuovi costi legati alla trasformazione del business, sviluppando soluzioni alternative che consentano di attraversare il “deserto del profitto” guidato dalla combinazione di trasformazione tecnologica, normativa e stagnazione della domanda. La seconda, il raggiungimento d gli obiettivi dei limiti delle emissioni imposti dall’Europa entro il 2030. Obiettivi, a nostro avviso, estremamente ambiziosi rispetto al punto di partenza dei livelli medi di emissioni: oggi il livello medio in Europa è pari a 118 gr di CO2 per km, con una curva di diminuzione che è frenata anche dalla riduzione delle motorizzazioni Diesel. Gli obiettivi a 95 gr CO2 per km del 2020 e ancor di più gli 81 e 59 gr CO2 per km previsti per il 2025 e 2030 possono essere avvicinabili solo attraverso una forte discontinuità rispetto al passato, il che implica un aumento molto rilevante dei veicoli elettrificati che oggi hanno margini negativi o bassi

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