Lancia

Lancia viene fondata nel 1906 da Vincenzo Lancia, ovvero uno fra i più famosi costruttori di automobili sprovvisti di educazione tecnica. Questa sottolineatura è particolarmente rilevante. Vincenzo è figlio di un imprenditore specializzato nel settore dei cibi conservati e viene destinato alla carriera avvocatizia. Censin – questo il suo soprannome – va male a scuola ed invece di studiare si diletta nell’officina dei fratelli Ceirano, che a quei tempi montano biciclette e le vendono con marchio Welleys. La svolta avviene quando i fratelli Ceirano abbandonano il settore delle biciclette ed iniziano a concentrarsi sulle automobili, realizzando una vettura denominata Welleys. Il successo di quest’ultima è travolgente. Giovanni Agnelli rileva addirittura gli impianti ed i brevetti, ed assume Vincenzo come collaudatore.

Questo ruolo non gli è tuttavia congeniale e nel 1906 Vincenzo fonda la Lancia. Il primo modello – denominato Alfa – si fregia di alcune soluzioni decisamente raffinate, come l’assale anteriore in acciaio scatolato ed il motore dall’elevata potenza specifica. Vincenzo connota la sue automobili come eleganti e raffinate e per questa ragione ne vieta la partecipazione ufficiale a manifestazioni sportive. Lancia dimostra il suo genio e sviluppa motori compatti e potentissimi. Nel 1922 viene introdotta la Lambda, che prevede le sospensioni anteriori a ruote indipendenti, la scocca portante ed il bagagliaio ricavato all’interno della scocca. E’ una sorta di rivoluzione. Lancia dedica poi attenzioni al settore dei veicoli commerciali e militari, ma nel 1937 non sopravvive ad un attacco di cuore. Aveva 56 anni.

L’epopea comunque non si arresta. Il suo testamento viene raccolto dalla Aprilia, una vettura talmente tecnologica da risultare anni avanti alla concorrenza. L’Aprilia è seguita dalle Ardea ed Aurelia. Sono gli anni ’50, periodo in cui l’azienda torinese si affaccia nuovamente al mondo delle corse. Lancia conquista vittorie in gran parte delle competizioni a cui partecipa e dà vita ad una leggenda viva ancora oggi. Nel 1955 muore Ascari e Lancia abbandona nuovamente le corse, proprio quando debutta un’altra vettura fortunatissima come la Appia. Il finale degli anni ’60 è nuovamente triste, perché la famiglia Lancia cede l’azienda a FIAT per l’ammontare simbolico di una Lira. Queste vicissitudini non impediscono ai tecnici di sviluppare automobili storiche come la Flaminia, la Flavia e la Fulvia, antipasto delle più recenti Stratos, Thema e Delta. La gamma è oggi composta dalle Ypsilon, Delta, Thema, Musa, Voyager e Flavia. Tutti gli aggiornamenti sul marchio torinese.

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