Aston Martin

Aston Martin venne fondata nel 1908 da Lionel Martin e Robert Bamford. I due aprono un’officina nel quartiere londinese di Kensington ed iniziano ed elaborare Singer Ten, alcune delle quali portano addirittura il nome B&M. Sono i primi vagiti dell’azienda. Martin e Bamford entrano però in contrasto e separano le proprie strade. Martin resta in possesso della società e la rinomina Aston Martin, abbinando il suo cognome alla gara in salita Aston Clinton. È il 1920. L’azienda è sostenuta dal nobile polacco Zborowski, i cui ambiziosi piani d’espansione non forniscono i risultati auspicati.

Aston Martin si trova dunque in difficoltà economiche. Ne resterà coinvolta fino al 1925, quando una cordata di imprenditori le garantisce nuova linfa. Il marchio inglese può dunque ricominciare l’attività sportiva. Nel 1936 assume la proprietà Arthur Sutherland, che trasforma l’azienda in una vera e propria fabbrica di automobili e le assicura maggior stabilità. Dopo la guerra entra in scena David Brown (da qui le iniziali DB), che diede inizio al periodo forse più florido: nacquero le Aston Martin DB4 e Aston Martin DB5, ma soprattutto Aston Martin diventò il marchio legato a James Bond.

Nel 1986 l’azienda venne ceduta a Ford. Le vendite iniziano ad aumentare gradualmente e riprende l’attività sportiva, ma l’impegno economico risulta troppo sostenuto e l’Ovale Blu si trova quindi costretto a sbarazzarsi di un asset mai produttivo. Il 37.5% del capitale azionario è oggi posseduto dal fondo Investindustrial, di cui è proprietario il manager italiano Andrea Bonomi.

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