Nel corso del suo meeting tenutosi ieri, il consiglio di sorveglianza di Daimler AG ha presentato ufficialmente i risultati finanziari del 2009. Il gruppo tedesco ha annunciato pesanti perdite per il 2009, pari a 1,5 miliardi di euro. La crisi dunque, non ha risparmiato neanche la Stella di Mercedes (che nel 2008 aveva messo a segno un risultato positivo pari a ben 2,7 miliardi), e ha anzi prodotto perdite superiori alle previsioni iniziali.
Va detto però che dopo i primi sei mesi dell’anno l’andamento è significativamente migliorato (negli ultimi tre mesi sono stati registrati ricavi pari a 600 milioni) e che per il 2010 i tedeschi contano di tornare sulla cresta dell’onda con un EBIT (i ricavi pre-tasse) di nuovo ai livelli del 2008, pari -si stima- a 2,3 miliardi di euro.
Per Mercedes quello del 2009 è stato il primo risultato negativo dopo nove anni. Tuttavia per il 2010, Dieter Zetsche, confermato nell’occasione al vertice della casa fino a fine 2013, prevede che le vendite torneranno a salire rispetto ai livelli attuali.
Il consiglio di sorveglianza di Daimler AG ha confermato oggi al suo vertice Dieter Zetsche. Durante la riunione odierna, l’assemblea ha dunque ratificato il prolungamento del contratto di “baffo” Zetsche come presidente del consiglio d’amministrazione del gruppo e numero uno di Mercedes-Benz Cars fino al 31 dicembre 2013. Zetsche siede in cda dal 1998 ed è al vertice di Mercedes dal 1° gennaio 2006.
Contestualmente alla rinnovata fiducia nei confronti del manager, il cda ha nominato un nuovo membro, che con il suo arrivo riporterà a sei il totale dei consiglieri. Si tratta di Wolfgang Bernhard, che già oggi (e fino al 28 febbraio 2013) è operativo nel suo nuovo incarico: Bernhard, già in passato top manager Mercedes, è stato al timone del marchio Volkswagen dal 2005 al 2007 e oggi torna in cda a Stoccarda per guidare le attività produttive e gli acquisti dai fornitori.

Avevamo scritto ieri delle dichiarazioni dell’amministratore delegato del Gruppo Daimler relative alla volontà di ridurre le spese, ma non gli investimenti. Ma le parole di Zetsche, durante l’assemblea generale del Gruppo, hanno riguardato indirettamente anche il tema della recente ipotesi di accordo fra Fiat e Chrysler.
E’ importante ricordare che quando nel 2007 il Gruppo DaimlerChrysler si sciolse, il controllo di Chrysler passò alla Cerberus Capital Management per l’80.1% del capitale, ma Mercedes tenne per se un significativo 19,9% di cui al momento è ancora proprietaria e che è molto di più di quello che le varie ipotesi di accordo riconoscerebbero a Fiat. Ovviamente l’attuale situazione non ha alcun senso e nessuno sbocco e quel 19,9% che fino a qualche mese fa era quasi solo un peso e un vincolo per i tedeschi, adesso ha assunto una rilevanza strategica notevolissima.
Cerberus preme per acquistare la quota di Mercedes, per facilitare e rendere operativo l’accordo con Fiat, ma ora a Stoccarda il prezzo dell’offerta è considerato inaccettabile: “Le richieste di Cerberus stanno rendendo difficile il raggiungimento di un accordo” ha detto, lapidario, Zetsche. La sensazione è che celebrando il matrimonio con Fiat si siano sottovalutate le implicazioni del matrimonio precedente di Chrysler, tutt’altro che finito. Non ci resta che attendere nuovi sviluppi di questa vicenda a metà strada fra le finanza e il settore automobilistico.
Via | MilanoFinanza.it

La crisi picchia ancora duro e alla Daimler, la casa madre di Mercedes e delle Smart, decidono ulteriori riduzioni dei costi supplementari. Stando molto attenti, però, a non risparmiare su nulla di quello che è necessario sviluppare ora per essere concorrenziali e pronti quando in un futuro, più o meno prossimo, questo momento sfavorevole finirà.
E’ lo stesso amministratore delegato, Dieter Zetsche, a dare precise assicurazioni ai mercati e agli analisti di settore con delle dichiarazioni che non lasciano nessun dubbio su come Mercedes abbia intenzione di agire e reagine: “Daimler procederà con tutte le misure necessarie a fronteggiare una congiuntura che resta difficile. Tuttavia sebbene la crisi ci stia costringendo a tagliare i costi ovunque possiamo, non metteremo a repentaglio il nostro futuro riducendo gli investimenti più essenziali. Intendiamo restare una compagnia forte anche in una fase difficile”.
Continua a leggere: Daimler-Mercedes: riduzione dei costi, ma non degli investimenti

Lo ha detto chiaro e tondo ieri a Stoccarda, Dieter Zetsche, CEO di Daimler AG: Mercedes non è assolutamente interessata ad acquistare Volvo, la casa svedese di cui Ford sembra sempre più intenzionata a sbarazzarsi.
“Con Mercedes abbiamo già il marchio migliore” sono le testuali parole con cui il manager ha fugato ogni rumour intorno alla vicenda. Per quello che riguarda il fronte americano, anche auto, motor und sport conferma la notizia secondo cui Alan Mulally avrebbe rivelato privatamente al consiglio d’amministrazione la necessità di cercare un acquirente, che, in virtù di quanto scritto, rimane tale e quale a prima.
Ufficialmente, Ford Motor Co., mantiene la sua posizione di totale distanza da queste notizie, limitandosi a ribadire stancamente che “il marchio non è in vendita”. Ma la dinamica è ormai chiara, e anche il destino dell’ultimo marchio del fu Premier Automotive Group sembra segnato.

Secondo autorevoli fonti citate dal Wall Street Journal e confermate dai portavoce delle due case automobilistiche, Mercedes e BMW sono in fase di trattative per la costruzione di un’alleanza mirata a “sviluppo, produzione e acquisto esterno di componenti automobilistici”.
Per tenere ai livelli attuali i profitti, le due case avrebbero bisogno di venirsi incontro, spalmando il crescente costo delle materie prime -e quindi dei componenti- su un maggior numero di macchine. Al momento si parla di parti tutto sommato secondarie, come i gusci dei sedili ed i sistemi di climatizzazione dell’abitacolo, ma sono al vaglio ipotesi ben più “importanti” che comprendono addirittura lo sviluppo congiunto dei propulsori.
Se ad oggi il livello dei margini netti delle due case (in particolare quello di Mercedes) è infatti tra i più alti dell’intera produzione industriale, le difficoltà del mercato americano, unite al dollaro debolissimo e agli alti costi delle ultime tecnologie disponibili, sono un campanello d’allarme da non trascurare per le due prestigiose case tedesche, che avrebbero deciso così di tagliare corto e cooperare, seppure in forma mirata e settoriale.
Continua a leggere: Wall Street Journal: Daimler e BMW discutono sulla condivisione di componenti
Non risparmia l’autocritica il “Dottor Z”, come hanno preso a chiamarlo i media del settore: Dieter Zetsche fa ammissione di colpe e delinea i limiti della vecchia alleanza con Chrysler, mostrando una lucidità davvero degna di menzione.
L’alleanza nata nel ‘98, nonostante abbia avuto dei lati positivi, complessivamente “non poteva raggiungere un’integrazione perfetta su scala globale”, come ha dichiarato venerdì nel corso del suo intervento al simposio “Global Capitalism, Local Values”, tenutosi a San Gallo in Svizzera e riportato da Automotive News.
“Se l’accordo andava bene sulla carta, la realtà si è dimostrata completamente diversa. L’immagine dei due brands era agli antipodi, come le preferenze dei clienti e tutta una serie di altri fattori erroneamente sottovalutati”. Viva la sincerità.

I colloqui con la dirigenza Fiat non sono affatto terminati: è vero, al momento non si sta lavorando a progetti specifici, ma questo non significa che la cooperazione per lo sviluppo delle prossime Mercedes Classe A e B sia giunta al capolinea. Dieter Zetsche, presidente di Daimler, in occasione dell’evento mondano dedicato al debutto della Glk, ha voluto rintuzzare i rapporti con il Lingotto, dati per conclusi alcuni mesi orsono.
Nutro molta stima nei confronti di Sergio Marchionne – prosegue Zetsche -, ci vediamo spesso. Durante uno dei nostri colloqui abbiamo anche posto le basi per l’accordo fra Fiat e Mitsubishi-Fuso, società controllata dal nostro gruppo. Parlando del proprio brand, il numero uno del gruppo tedesco ha poi sottolineato l’importanza del mercato cinese (“il posto dove bisogna essere presenti”, ha spiegato), fino a lodare la crescita di Mercedes (30,700 unità, + 44% rispetto al 2007) in un mercato per la prima volta capace di superare le dieci milioni di immatricolazioni.
Grazie a Fulvio per la segnalazione
Via | Il Sole 24 Ore

Il debutto del GLK, primo compact-SUV di Mercedes al Salone di Pechino, ha segnato la prima world première della Stella in terra cinese.
“Dopo il +53% dello scorso anno, il GLK non farà che aumentare ulteriormente il successo di Mercedes in Cina” ha dichiarato Dieter Zetsche alla conferenza stampa, dove era presente anche Zhang Ziyi, attrice protagonista de “La tigre e il dragone” nonchè testimonial nello spot cinese del rinnovato SLK.
Del nuovo entry-level dei SUV Mercedes sono stati sottolineati essenzialmente tre aspetti: il design molto deciso, le misure compatte e gli ottimi risultati in termini di consumi ed emissioni, raggiunti anche grazie al BlueTEC (sempre più la bandiera della “coscienza ecologica” della Stella). Per dirla con il neologismo coniato per l’occasione: “rightsizing”.
Continua a leggere: Mercedes a Pechino 2008: il GLK e lo sbarco della Smart in Cina
All’assemblea annuale degli azionisti tenutasi a Berlino, Daimler AG ha dichiarato che nei prossimi tre anni aumenteranno significativamente gli investimenti in ricerca e sviluppo. L’ammontare complessivo dei fondi destinati allo studio delle nuove tecnologie è di 13 miliardi di euro, che verranno erogati da qui al 2010, come ha spiegato Dieter Zetsche, CEO del Gruppo tedesco.
Nel corso del 2007 il gruppo ha speso 4 miliardi per la ricerca ed altri 1,8 miliardi per il miglioramento dei propulsori sul piano delle emissioni. Nel triennio appena iniziato si farà ancora di più e finalmente arriveranno le fuel cell, tecnologia in cui i tedeschi si trovano in netto vantaggio sulla concorrenza.
Secondo punto di forza saranno le batterie agli ioni di litio. Come dichiarato da Zetsche, i lunghi test condotti su questa soluzione tecnica hanno risolto i suoi problemi intrinseci, a partire da quello del surriscaldamento. Superato questo scoglio, le batterie sono nettamente migliorate sia sotto l’aspetto dell’erogazione di potenza, che sotto quello della durata e della resistenza.
Continua a leggere: Daimler AG: 13 miliardi di € nei prossimi tre anni per ricerca e sviluppo
Nonostante l’incerta situazione economica attuale e le previsioni per il breve e medio termine tutt’altro che rosee, i tedeschi del Gruppo Daimler non modificano al ribasso i loro target per il 2008. E’ quanto è stato dichiarato ieri ad Automotive News da Dieter Zetsche in persona, CEO del gruppo.
A suo avviso, in virtù del posizionamento premium dei tre marchi di Daimler AG, gli effetti della recessione dovrebbero essere meno avvertibili dalle parti di Stoccarda. Non solo: le previsioni parlano addirittura di una ulteriore crescita rispetto al già ottimo 2007, anno dei record storici e come se non bastasse è stato confermato che il margine di guadagno netto (da sempre un cavallo di battaglia per Mercedes) arriverà al 9% nel 2010.
Quale sarebbe il motivo di tanta fiducia nel futuro? Zetsche ha spiegato ad Automotive News che le ragioni sono sostanzialmente due: la prima è che Daimler non ha alcun tipo di legame con i mutui subprime, attualmente al centro di una crisi durissima, e la seconda è la grande liquidità disponibile che rafforza ulteriormente la salute finanziaria di cui gode il gruppo.
Le 146 immatricolazioni nel 2007 sono solamente un decimo rispetto agli iniziali obiettivi di vendita: nemmeno l’introduzione della Landaulet è servita per aumentare i volumi.
Dieter Zetsche, amministratore delegato di Daimler, commenta con malcelata insoddisfazione gli scarsi risultati (giusto per usare un eufemismo…) conseguiti nell’anno passato da Maybach, soprattutto se rapportati alla smisurata crescita di Bentley e Rolls-Royce.
Parlando con The Car Connection, il dirigente ha però considerato il bicchiere mezzo pieno, dato che i costi di sviluppo delle 57 e 62 sono inferiori rispetto alla concorrenza: la strettissima parentela con la vecchia Mercedes Classe S permette infatti di avere margini di guadagno più ampi. Una strana considerazione, soprattutto dopo aver definito non prioritario il ritorno all’attivo.