
A rafforzare il legame che la prossima VW Golf vuole ristabilire con le serie più gloriose del passato, ci penserà una variante di carrozzeria dal sapore certamente più invitante dell’odierna Golf Plus. Stiamo parlando chiaramente della Cabriolet, che avrà il compito di attirare l’attenzione di quel pubblico più giovane distratto da altre campane che lo hanno saputo sedurre meglio della Golf V.
La prossima Golf Cabriolet costituirà un’alternativa bella e possibile alla più costosa Audi A3 Cabrio, che qui da noi parte da ben 31.200 euro, cifra tutt’altro che popolare. Sue rivali saranno piuttosto modelli come Ford Focus CC, Opel Astra TwinTop, Peugeot 308 CC e Renault Megane C-C.
Con la cugina di Ingolstadt la Golf Cabrio condividerà la scelta per il tetto in tela con realizzazione multistrato, capace di garantire isolamento termico ed acustico simili a quelli di un tetto in metallo, senza appesantire eccessivamente la linea. Il tetto sarà completamente automatico e vi sarà inoltre la possibilità di aprirlo e chiuderlo (dieci secondi il tempo necessario) anche a basse andature.
A novembre del 2008 VW calerà il suo asso, la sesta serie della Golf: difficile compito quello della medio-piccola di Wolfsburg che dovrà avanzare sul sottile filo del rasoio, in bilico tra la continuità che da sempre segna il passaggio da una generazione alla successiva e la volontà di richiamarsi alla quarta serie, ammettendo implicitamente lo scarso appeal dell’attuale.
A partire dal design, molti saranno gli elementi di rottura con la quinta Golf: chiuso il capitolo delle vistose cromature, la prossima avrà una calandra molto più sottile e sobria, con il solo logo del marchio bene in vista. In secondo luogo, le dimensioni cresceranno di pochissimo raggiungendo i 423 cm, 3 lunghezze sole più dell’attuale modello. Logico quindi che in termini di abitabilità la situazione rimarrà pressochè invariata.
La plancia, a detta di auto, motor und sport, sarà più “driver-oriented”, ma soprattutto si faranno notevoli passi in avanti in termini di riduzione del peso e delle emissioni nocive, grazie all’adozione di un nuovo motore diesel-ibrido. Altra parola d’ordine in fatto di propulsori sarà “downsizing”, una politica che accomunerà tutti i costruttori nei prossimi anni: la Golf monterà motori a benzina sia aspirati che turbo da 80 a 200 CV, mentre per i diesel common rail, un inedito 1.6 affiancherà il noto 2.0 TDI.

La VW Golf, regina delle vendite nel segmento C, ospita una piccola novità nel suo listino: si tratta del debutto del celebre cambio a doppia frizione DSG nella nuova versione a sette rapporti.
L’innovativa trasmissione, evoluzione di quella sviluppata da BorgWarner per il Gruppo VAG, sarà disponibile in abbinamento ad una sola motorizzazione, il 1.4 TSI nel powerstep da 122 CV, e al solo allestimento Comfortline.
Effetto dell’adozione del nuovo cambio è una lieve riduzione di consumi ed emissioni di CO2, che scendono dai 149 g/km della versione manuale ai 139 di quella dotata del doppia frizione.

Secondo 4Car, Volkswagen presenterà a Ginevra una versione ibrida diesel-elettrica della Golf. Questa Golf ibrida sarebbe in grado di percorrere quasi 30 km con un litro, con emissioni medie di soli 89 g/km di CO2 e in grado di soddisfare le normative Euro5. E non si tratterebbe di una concept-car, ma di un auto quasi pronta per la produzione, le cui tecnologie potrebbero poi essere usate su diversi altri modelli del gruppo Volkswagen.
Nella foto la Golf Bluemotion, la più parca versione della hatchback tedesca finora.
Via | German Car Blog
VW Group Italia annuncia il debutto a listino del nuovo cambio DSG a 7 rapporti su Golf, Golf Plus, Golf Variant e Jetta.
Il nuovo cambio a frizione secca sostituisce il vecchio sui motori con coppia motrice più contenuta (max 250 Nm) e debutta associato al motore 1.9 TDI da 105 cavalli, a prezzo invariato (si parte da 22.925 €) ma garantendo prestazioni invariate e consumi sensibilmente più contenuti (-0,7 litri/100 km in media, da 5,9 a 5,2).
La stessa accoppiata motore-cambio debutta anche su Golf Plus, Golf Variant e Jetta. Su tutte il cambio DSG è dotato ora di assistenza per le partenze in salita. Per maggiori dettagli sul nuovo DSG è disponibile il pdf illustrativo VW (19 pagine).
Continua a leggere: A listino il DSG a 7 rapporti sulla VW Golf
Ieri Fiat ha annunciato di aver siglato un piano industriale per la produzione di un cambio a doppia frizione, in Volkswagen non hanno voluto esser da meno e poche ore dopo, in rete era disponibile lo spaccato del nuovo doppia frizione DSG a 7 rapporti sviluppato dalla casa tedesca.
La nuova trasmissione robotizzata punta a diffondere la tecnologia DSG anche a vetture di dimensioni e potenze medio-piccole, per questo motivo la realizzazione è stata pensata per garantire ampi volumi di produzione. Il nuovo cambio potrà trasmettere una coppia massima di 250 Nm, contro i 350 del 6 rapporti ed inizialmente sarà disponibile su alcune versioni di Golf e Golf Plus, abbinato al benzina TSI da 122 CV ed al diesel TDI da 105 CV.
Continua a leggere: Volkswagen: i dettagli del DSG a 7 rapporti
Volkswagen ha fornito alla nota società di autonoleggio Avis 250 esemplari di Golf BiFuel G, versione dotata di impianto GPL. La flotta opererà sulla zona di Milano allo scopo di influire positivamente sulla riduzione dell’impatto ambientale del traffico. Tutt’altro che casuale è la scelta di esordire nel capoluogo lombardo, che quotidianamente deve fare i conti con il superamento dei limiti delle emissioni (non a caso proprio a Milano ha debuttato il controverso Ecopass), problema che affligge anche altre città italiane, cui non è escluso che venga estesa l’iniziativa.
Tutti sanno che l’alimentazione a GPL offre diversi vantaggi rispetto alla benzina ed al diesel in termini di emissioni nocive, senza contare che nel caso dei blocchi totali del traffico, le autorità locali spesso concedono ai mezzi a GPL di circolare liberamente. L’offerta GPL di Volkswagen va attualmente dalla Fox alla Touran, passando per Polo e -per l’appunto- Golf.
Nei primi 11 mesi del 2007 sono stati oltre 7.000 gli esemplari venduti complessivamente dalla gamma BiFuel G. Se l’accordo tra la Casa e la società di noleggio dovesse incontrare il favore del pubblico, non è escluso che l’iniziativa possa essere estesa e magari adottata anche da altre compagnie.
Via | Repubblica

Alla fine Volkswagen è riuscita a mantenere le promesse, anche se sul filo del rasoio: la Casa tedesca ha infatti concesso alla Golf ed alla Golf Plus l’onore di portare al debutto il nuovissimo cambio Direct Shift Gearbox (DSG) di seconda generazione. 2007 doveva essere, e 2007 è stato, anche se, per l’appunto, all’ultimo respiro.
Questa nuova trasmissione, disponibile in un primo momento per il 1.4 TSI da 120 cavalli e per la 1.9 diesel da 105 cv, si differenzierà dalla versione attuale per tre fondamentali modifiche: l’aggiunta di un ulteriore rapporto (si passa dalle 6 alle 7 marce), la mancanza assoluta di olio negli ingranaggi della frizione e la sua disposizione frontale-trasversale.
Studiato per reggere fino a 250 Nm di coppia motrice, il nuovo cambio assicura una diminuzione del consumo pari a 0,7 l/100km rispetto al DSG a 6 marce, quando è abbinato al motore 1.9 TDI. Il costo è stato già fissato in circa 1.750 Euro: non ci resta che attendere il suo ingresso a listino.
Via | Autoblog.com
Precisiamo subito che ci troviamo di fronte ad un raro caso di tuning su Golf Variant e che si tratta di una concept ufficiale presentata da Volkswagen al Motor Show di Essen; detto questo possiamo aggiungere che la VW Golf Variant RaVe 270 rappresenta una sorta di banco prova per dimostrare le possibilità intrinseche del progetto Golf, sia per il tuning vero e proprio che per le dotazioni audio installabili.
Per l’elaborazione meccanica siamo di fronte al più potente quattro cilindri di Wolfsburg, il 2.0 TSI turbo benzina da 270 CV, con trazione integrale 4Motion e cambio a doppia frizione DSG. Il consumo medio dichiarato è di 9.1 litri/100 km.

La sesta generazione dell’intramontabile due volumi di Wolfsburg è attesa per la fine del 2008, ed i continui avvistamenti testimoniano che gli ingegneri ed i collaudatori tedeschi stanno lavorando sodo ad un progetto chiave per il marchio tedesco.
Questa volta gli “spioni” di WorldCarFans hanno immortalato un prototipo della VW Golf VI impegnato in una sessione di test nel deserto.
Per quello che riguarda il design impresso al modello da Walter De’ Silva, si può dire ancora poco, viste le camuffature ancora estese un po’ dappertutto sulla carrozzeria. Quello che si nota al momento attuale è un accenno di modanatura che percorre le fiancate, ma tutto sommato prevale l’impressione di continuità con la serie attuale. Si osservino ad esempio il giroporta e l’andamento del padiglione.
Continua a leggere: Nuove foto spia della Volkswagen Golf VI

Lievi modifiche all’offerta commerciale Volkswagen per due suoi modelli, la Golf e la Golf Plus.
Per la prima si tratta della comparsa della versione 1.4 TSI 122 CV e dell’uscita delle seguenti motorizzazioni: 1.6 FSI 115 CV, 1.9 TDI 105 CV (5 marce, 6 marce, DSG e 4Motion), 2.0 TDI 136 CV e 2.0 TDI 140 CV (6 marce, DSG e 4Motion).
Entrano in gamma le versioni speciali United, United BlueMotion e GTI Pirelli. E’ infine disponibile senza sovrapprezzo il FAP, per tutti i motori diesel.
Continua a leggere: Listini Volkswagen: lievi aggiornamenti per Golf e Golf Plus
Secondo Leftlane News, Volkswagen avrebbe deciso di ritardare di circa 6 mesi il lancio della sesta generazione della VW Golf.
Fino a poco tempo fa, ci si aspettava che la Golf VI avrebbe fatto il suo debutto al prossimo salone di Ginevra (marzo 2008) per arrivare nelle concessionare nel prossimo autunno. A quanto pare, l’arrivo della gestione Winterkorn e il passaggio delle redini del design a De’ Silva hanno comportato importanti cambiamenti al design della nuova Golf, con il risultato di uno slittamento del debutto al salone di Parigi (settembre 2008) e delle vendite al 2009.
Si tratta di uno slittamento importante, considerando che l’iter di progetto della Golf VI (nell’immagine un rendering di Auto Motor und Sport)era stato accelerato al massimo per consentire di tagliare i costi di produzione della Golf V, considerati eccessivi.
Via | Leftlane News