La Volkswagen Bluesport potrebbe essere prodotta in serie, atto III. «Non vedo utopistico raggiungere un prezzo d’attacco di circa 22.000 Euro» ammettea Mario Fabiano, responsabile del progetto Bluesport, secondo cui nemmeno la piattaforma a motore centrale rappresenta un problema. Registrato questo finora inedito punto di vista, risulta davvero complicato decifrare i programmi del costruttore tedesco.
Stante la volontà di avviarne la commercializzazione, spalmando i costi sulle altrettanto desiderose Porsche e Seat. Bisogna tuttavia capire cosa e quanto è cambiato rispetto alle dichiarazioni rilasciate da Christian Haacke, responsabile alla comunicazione, durante il lancio della Polo: «Dobbiamo calcolare il rapporto fra costi e guadagni». Il risultato ha sorpreso gli stessi manager?



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Molto probabilmente si chiamerà Porsche Spyder la futura roadster della Casa di Zuffenhausen realizzata sulla base della Volkswagen BlueSport. La nuova entry level di Porsche trarrà ispirazione, sia nelle forme che nel nome, dalla illustre 550 Spyder. Sul piano dei contenuti, riproporrà le caratteristiche vincenti della più “grande” Boxster: due posti secchi e capote in tela.
Quindi, la nuova baby Porsche non sarà una proposta in chiave moderna della VW-Porsche 914. Ma i punti in comune tra la Spyder e la BlueSport saranno molti. Prima di tutto, le forme compatte: la nuova Spyder di Porsche, infatti, sarà lunga 399 cm. Inoltre, sarà caratterizzata da ridotti consumi e basse emissioni, garantiti dall’impiego del quattro cilindri 2.0 TFSI di origine VAG. Anche il prezzo, molto più basso rispetto alla Boxster, sarà simile a quello della futura roadster di Wolfsburg, all’incirca 33.000 euro.
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Fra parziali conferme e mortificanti smentite, la saga Volkswagen Bluesport prosegue. Con un video, a cui si aggiunge una inedita carrellata di immagini. «Sarà la sportiva della nuova era, perché economica, divertente ed accessibile» recita il comunicato. E allora un piccolo (grande, in realtà) sforzo per produrla, adattandola poi ai caratteri latini (Seat), boemi (Skoda) o teutonici.
Accomunati dalla rispettiva magrezza: la spiderina pesa appena 1.200 chili. Nonostante sia equipaggiata con un propulsore 2.0 TDI (da 180 cavalli e 350Nm di coppia), disposto in posizione centrale. Considerate le sue virtù, i 112 litri di bagagliaio vanno accettati senza lamentele.
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Tutti i dubbi manifestati nelle scorse settimane sembrano esser stati superati. La versione di serie della Volkswagen BlueSport concept si farà. Anzi, si sa già qualcosa in più: l’inedita roadster della Casa di Wolfsburg sarà un modello fondamentale per lo sviluppo del mercato statunitense e questo compito sarà reso più semplice anche grazie ad un prezzo d’attacco molto interessante. Oltreoceano, la BlueSport di serie avrà un listino che partirà da un prezzo base di 30.000 dollari.
A confermare il futuro produttivo della anti MX-5 di Volkswagen è Mario Fabiano, direttore del progetto BlueSport, in una intervista rilasciata ad AutoWeek. La versione definitiva della vettura sarà esposta nel corso del 2012 e, al momento, sappiamo solo che sarà mossa da un 2.0 TDI da 180 CV abbinato ad un cambio DSG, grazie a cui la BlueSport sarà in grado di percorrere 22 km con un litro di gasolio. Sempre Fabiano non ha escluso la nascita di una variante R equipaggiata con il 2.0 TSI da 265 CV, lo stesso propulsore della Scirocco R e dell’Audi S3.
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Porsche ha già reso pubblica la propria rinuncia. E Volkswagen sta ancora valutando il suo (eventuale) avvenire: il futuro della Bluesport è ancora incerto e pericolante. Colpa del mercato attuale, della sua flessione, che obbliga a calibrare qualsiasi investimento. Specie in settori di nicchia.
«Stiamo calcolando quanto denaro riusciremmo a guadagnare con un prodotto così particolare: è fondamentale prevedere le vendite, cercando di capire quanto possa rivelarsi profittevole – ammette Christian Haacke, responsabile della comunicazione per il brand Volkswagen –. L’idea è allettante, e con il prototipo pensavamo di poterla rendere concreta, ma l’instabilità del mercato ha rallentato i nostri intenti».
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A colloquio con Auto Motor und Sport, Wolfgang Dürheimer, responsabile ricerca e sviluppo per il marchio Porsche, ha smentito le indiscrezioni relative ad un possibile ampliamento della gamma. «Abbiamo altre priorità» taglia corto, soffiando via tutti i programmi relativi all’ipotizzata roadster compatta.
Di cui si inizio a fantasticare quando la molteplicità della Bluesport ammiccò ogni singolo brand della galassia Vag – Volkswagen, Seat e Skoda offriranno le rispettive versioni. E così, perché non coinvolgere anche la nave ammiraglia?, fantasticando su un romantico arrangiamento in stile 914. Fino a questa secca smentita, perché «Porsche dedica maggiori energie – commenta Dürheimer – allo sviluppo di tecnologie innovative piuttosto che alla progettazione di nuovi modelli».




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Col ritorno di una piccola e leggera spider a motore centrale quattro cilindri , Porsche potrebbe dar vita ad una nuova 356 Speedster (di cui vi proponiamo un render) che diventerebbe il modello entry-level della casa di Zuffenhausen. Le voci sull’arrivo di questa barchetta si rincorrono da tempo e la crisi economica non fa altro che accelerare i tempi di gestazione. Inoltre il modello sarebbe assai utile per abbassare le emissioni medie della gamma Porsche.
La base di partenza sarebbe proprio quella della Volkswagen BlueSport che, con i sui 399cm di lunghezza, 175 di larghezza e 126 di altezza sembra essere perfetta per inserire la nuova Speedster subito sotto la Boxster. Inoltre i costi di sviluppo condivisi con VW (e con un terzo brand) preserverebbero il costo finale del prodotto rendendolo molto appetibile per la casa della cavallina.
La volontà di salvaguardare l’ambiente attraverso una costante riduzione delle emissioni di CO2 è uno degli obiettivi principali di Volkswagen. Dopo la carrelata dei modelli BlueMotion presentati al Salone di Ginevra, è molto probabile che la Casa di Wolfsburg sia alle prese con lo sviluppo di una Golf GTI BlueMotion, stando ad alcune indiscrezioni.
Non ci sono ancora dettagli riguardo a questa ipotetica futura versione della compatta tedesca. Quasi certo è il suo debutto, che dovrebbe avvenire verso la fine del 2011. L’intento di Volkswagen è concepire un’auto che assicuri divertimento, prestazioni e, allo stesso tempo, basso consumo di carburante e minori emissioni. La volontà di creare una variante BlueMotion della Golf GTI nasce dall’interesse creatosi attorno alla concept BlueSport.
Per quanto riguarda le versioni spinte “R”, è molto probabile che la Scirocco R20T debutti prima della sostituta della Golf R32. Quest’ultima abbandonerà il V6 3.2 per adottare il 2.0 TSI da 270 CV. Sulla nuova Golf R20T non è ancora chiaro se la trazione sarà integrale o solo sulle ruote anteriori.
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Era difficile immaginare che la Volkswagen BlueSport Concept presentata a Detroit sarebbe rimasta un esercizio di stile da salone: nonostante qualche perplessità, i (pochi) dubbi sul suo futuro sono stati fugati ieri dalla rivista tedesca auto, motor und sport, che intervistando Ulrich Hackenberg ha scoperto come alcuni muletti abbiano già iniziato i primi test su strada.
Il prototipo è definito a tal punto che il manager ha azzardato anche un “forecast” sui prezzi del modello di serie, che oscillerà tra i 22.000 e i 24.500 euro al momento del debutto, previsto tra fine 2011 e inizio 2012 (così tardi?).
Come scrivevamo qualche giorno fa, a Ginevra arriverà una seconda versione della concept, dotata del 1.4 TSI in luogo del 2.0 TDI 180 CV visto in Michigan: allo stesso modo, il modello di serie avrà sia motori benzina che diesel.
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